
Abbiamo intervistato Alessandro Grieco, che nel 2017 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo davanti all’obiettivo di Carmine Miceli per un libro fotografico di Antonio Mocciola, “Addosso”, utile a rompere la cortina omofobica che circondava la discussione parlamentare attorno alle unioni civili. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.
Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso professionale?
Dalla mia laurea in economia, ho intrapreso una serie di esperienze lavorative a tempo determinato (quando ancora lavorare con la flessibilità non era precariato) che mi hanno fornito competenze pratiche nel settore, culminando con la vittoria di un concorso che mi ha permesso di entrare in un ente di previdenza, dove attualmente contribuisco nel campo della contabilità e del bilancio
Quanto ha inciso nella tua creatività l’essere romano?
Essere romano ha profondamente influenzato non tanto la mia creatività quanto la mia curiosità, offrendomi una ricca eredità culturale e storica da cui trarre ispirazione, mescolando tradizione e innovazione in ogni espressione artistica
C’è qualcosa del tuo percorso professionale che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?
Del mio percorso professionale rifarei tutto, anche lavorare nel settore della pornografia mi ha aiutato a formarmi, invece credo di essere stato poco compreso nella mia attività extra professionale di autore teatrale: ho partecipato a un corso di scrittura drammaturgica e il mio testo non è stato preso in considerazione
La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nudo per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?
Posare nudo per un libro sull’omofobia è stata un’esperienza liberatoria, priva di imbarazzo, grazie sia al rapporto di accettazione del mio corpo sia alla fiducia nella serietà e competenza del fotografo, un amico di lunga data
Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo, specie maschile?
Assolutamente si e personalmente la faccio risalire a un problema atavico di maschilismo per cui anche la semplice esposizione e contemplazione di un nudo maschile sottintende a una forma di omosessualità latente. In Italia tutto questo è ingigantito da una cultura conservatrice e cattolica ma una mostra di qualche anno fa a Vienna rileva il nostro atteggiamento verso la nudità. Le persone in Occidente sono più abituate alla forma del nudo femminile, mentre quello maschile può ancora stupire. Prima della mostra, il museo ha dovuto coprire alcune parti di certuni manifesti, dicendo che avevano suscitato una forte indignazione pubblica.
Sam Valenti

