A Palermo esiste una realtà teatrale, in pieno centro storico, che esplode di vitalità e creatività. Il nome é “minimal” (Il Teatrino) ma l’anima di chi l’ha fondata é immenso: Domenico Ciaramitaro, attore giovane ma già di lungo corso, ha negli occhi l’amore per questo mestiere e una luce intensa, vibrante, speciale. Le sue parole disegnano un mondo, e altri squarci sono appena intuibili.
Com’é nata l’idea di fondare un luogo insolito come il Teatrino? Come ha reagito Palermo a questa novità?
L’idea nasce dall’urgenza di avere una stanza tutta mia dove poter stare tranquillo, per scrivere, inventare, leggere, sognare senza essere disturbato. Da piccolo ero una bambino abbastanza vivace, avevo l’abitudine di chiudermi dentro le stanze di casa a chiave, una volta mio padre dovette chiedere aiuto, perché non volevo più uscire e da quella volta per evitare inconvenienti, decise di togliere tutte le porte. Sono cresciuto nella mia adolescenza senza avere praticamente privacy.
Quando scopri che mia madre ereditò questo magazzino da sua zia, i miei occhi si illuminarono e quella stanza adesso teatrino diventó il luogo dei miei sogni, un luogo intimo dove finalmente ero io ad avere le chiavi… ricordo che il teatrino praticamente si autogeneró quasi inconsapevolmente, prima un palco trovato nell’immondizia, poi il sipario e via via cominciò a prendere forma fino a diventare quello che è oggi.
Un luogo intimo, senza barriere ma che sembrasse casa . Le persone alle quali esponevo la mia idea folle in un magazzino di 13mq , mi prendevano per pazzo. Forse lo ero ma senza pazzia non si può fare il lavoro dell’arte .
Come nasce il tuo percorso attoriale, e a che punto pensi di essere in questo momento?
Ho frequentato la scuola di recitazione del Teatro Biondo di Palermo all’epoca diretta da Emma Dante. Il punto in cui sono è esattamente il punto nel quale dovrei essere ovvero quello del continuo cercare senza mai sentirsi arrivati, sono curioso dell’umano e questa curiosità mi porta a seguire la ricerca che porto avanti da un po’ di anni, ovvero portare in scena l’umanità nella maniera più cruda, disperata e veritiera che esiste , affinché il teatro possa diventare un mezzo, uno specchio dove chi lo assiste possa in qualche modo avere la possibilità di smuovere la propria coscienza, riflettere, porsi delle domande …
Quali nuove sfide attendono la tua carriera?
Ci sono diverse cose in ballo , tra teatro e cinema, ma preferisco non dire altro su questo e continuare il mio percorso
di lavoro e ricerca il resto lo scoprirete se lo vorrete seguendomi .
Ci sono cose della tua attività artistica che non rifaresti mai?
Nessuna, perché ho sempre agito ascoltando il mio cuore e quando lo si ascolta, non c’è da rimpiangere e da recriminare, ma accogliere, tutto è esperienza e l’esperienza è vita, che sia spiacevole o no . Quindi dico grazie anche alle possibili cose che non avrei fatto
Chi sono i tuoi punti di riferimento a teatro e a cinema?
Ce ne sono diversi sia a teatro che al cinema, ma il mio punto di riferimento più importante è Dio, per mezzo di lui che ringrazio ho la fame di continuare questo mio percorso, per mezzo di lui tutto accade … io con lui ho un rapporto troppo importante. Quindi senza dubbio il punto di riferimento più importante è L’ALTISSIMO !
Ricordi quando e dove ti è nata la “folgorazione” per questo mestiere?
In realtà no, probabilmente ce l’ho sempre avuta ma con gli anni sono diventato più consapevole .
Qual è il complimento più gratificante che hai ricevuto sul tuo lavoro (o sul Teatrino) e quale la critica che ti ha fatto più male ?
Il complimento più bello è che in molti mi dicono che sono nato per fare questo. Sul teatrino che sono un pazzo geniale e sulle critiche ringrazio chi me le fa perché mi danno la possibilità di crescere. Quindi viva le critiche .
Qual è il “polso” del momento in una città come Palermo, dal punto di vista della partecipazione culturale?
Palermo è ricca di talenti e il fermento culturale è abbastanza in movimento, Palermo è una città viva finalmente !
A chi devi dire grazie?
Alla mia famiglia e Dio
Come ti vedi tra 10 anni?
Faccio fatica a vedermi il giorno dopo figuriamoci tra 10 anni … non voglio vedermi voglio vivere i giorni secondo per secondo… il resto verrà da sé

