La nuova sfida di Salvo Lupo, sarà Piero Gobetti all’Arma Teatro
“La sua affascinante utopia ci parla e ci commuove ancora oggi

 

Tra le novità più interessanti della prossima stagione teatrale, si segnala uno spettacolo su Piero Gobetti, l’intellettuale torinese di cui ricorrono i 100 anni dalla scomparsa. A interpretare il protagonista sarà Salvo Lupo, che abbiamo incontrato per una breve intervista.

“Il sogno da solo basterà” è un testo scritto da Antonio Mocciola e diretto da Gabriele Namio, che ti vede in scena con Andrea Giovagnola e Sebina Montagno negli intimi spazi dell’Arma Teatro dal 30 ottobre al primo novembre. Di cosa si tratta?

Questa storia racconta un frammento fondamentale della vita di Gobetti e soprattutto la più drammatica. Quella di un uomo che per far valere le sue idee, ma soprattutto proteggere gli ideali su cui si fondano i valori fondamentali per una società stabile è rimasto vittima di coloro che hanno scritto il capitolo più buio della nostra storia. Piero Gobetti è stato assieme ad altri grandi esponenti intellettuali dell’antifascismo come Giovanni Amendola una delle prime vittime oppresse dal regime quando prese il potere, una figura simile a Fritz Michael Gerlich, il giornalista che si oppose al regime nazista anni dopo, e per questo merita di essere ricordato

E’ più difficile o relativamente più semplice portare in scena un personaggio realmente esistito, in questo caso Piero Gobetti? Ti è capitato già altre volte? 

Ogni personaggio che interpreto presenta una sua unicità. Anche coloro che sono realmente esistiti devono essere affrontati con l’immedesimazione. E questo significa creare un collegamento tra la mia emotività e quella del personaggio. L’importante è che non venga snaturata la coerenza sia del testo che della visione del regista e ovviamente in questo caso anche la figura storica di riferimento

Che aspetto ti ha colpito di Gobetti? C’é qualcosa di lui che ritrovi in te?

Assolutamente sì, Piero Gobetti è una figura che mi ha affascinato sin da subito. Innanzitutto per le grandi cose che ha scritto nonostante ci abbia lasciato in giovanissima età, ma soprattutto per il suo pensiero. Lessi molto della sua rivoluzione liberale e devo dire che da un certo punto di vista mi trovo notevolmente affine al suo pensiero, che per molti può essere considerato ancora oggi un’utopia. Tuttavia io, in quanto inguaribile idealista, credo molto all’idea che due correnti così diverse come il socialismo e il pensiero liberale possano in un qualche modo coesistere se si trova un punto in comune. Visto e considerato che oggi viviamo un periodo storico dove a causa di un uso sconsiderato di mezzi di comunicazione si sono venute a creare delle vere e proprie eco chamber che hanno polarizzato in modo quasi esasperato i pensieri della nostra società, soprattutto a livello politico.

Lo spettacolo ti vedrà in scena per alcuni minuti completamente nudo. Secondo te sarà difficile recitare col pubblico che si trova a un centimetro dal tuo corpo, dalla tua voce?

Non è la prima volta che affronto questo modo di fare teatro e, come ho sempre affermato, fintanto che il testo presenta una coerenza narrativa che integra la possibilità del nudo scenico, allora per me il problema non si pone.

Il tuo percorso di attore com’è nato? Quali sono i prossimi progetti e le aspettative che nutri sulla tua carriera?

Come tutti i miei colleghi, il mio percorso è nato attraverso l’interesse per questo mondo sin dalla tenera età, che poi si è evoluto nella scelta di affrontare un percorso di formazione e poi mettermi in discussione sul palco scenico. E naturalmente spero che la mia carriera possa continuare per questa strada fin tanto che me lo lasciano fare, nella mia piena espressione libera.

C’è qualcuno a cui devi dire grazie?

Sì certo, il ringraziamento va a tutti coloro che mi sostengono e in questo caso ovviamente al mio gruppo di lavoro con la quale ho instaurato e continuerò a instaurare un rapporto sano sia di amicizia che lavorativo.

Alessia Coppola

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