Non sarebbe stato troppo difficile saccheggiare “Il crogiuolo” di Arthur Miller, architrave
della drammaturgia sociologica in chiave stregonesca che agli inizi degli anni Cinquanta
del secolo scorso rese celebre un minuscolo paesello americano, teatro nello spazio di un
anno e mezzo nel 1692 di uno dei primi e innumerevoli casi di isteria collettiva
d’oltreoceano che incriminò per mai provate pratiche occulte più di duecento persone,
molte delle quali condannate alla pena capitale…
Non sarebbe stato nemmeno troppo difficile trasporre le svariate riduzioni teatrali e
televisive italiane di quel testo, ma Giorgia Filanti ha scelto la strada assai più laboriosa e
impegnativa di conservare lo scheletro delle cronache di quei nefasti accadimenti per
innestare una storia dell’oggi, trasporre con tutti i respiri attuali – non meno oscuri e
perniciosi – una lezione di follia e crudeltà che, sotto mentite spoglie ma con minime e
trascurabili differenze, vive e prospera anche tra noi.
Salem è il nome di quel borgo statunitense (paradossalmente derivante dal lemma “pace”
in arabo), ma è anche il titolo dello spettacolo che Filanti scrive e dirige in quel perimetro a
lei carissimo in cui la versatilità di un’attrice si confronta con la durezza senza rete
protettiva di un monologo che, in questo caso, è come un grido prolungato dopo un respiro
a lungo trattenuto, una prova attoriale che (a parte la curata scelta musicale che è più un
contrappunto narrativo che un soggetto espressivo a se stante) non poggia su nient’altro
se non l’impulso del momento e la magia del tenere lo spettatore teso e concentrato fino
all’ultima emissione di fiato.
Francesca La Scala si rivela, quindi, una perfetta estensione del pensiero autoriale e
registico cui aggiunge la propria attenta e precisa interpretazione, senza cadere nella
facile tentazione di eccedere, considerato il ruolo di (presunta) strega, condannata al
peggio e passibile di rendersi macchiettistica e sopra le righe.
Spettacolo intimo e artigianale nella migliore accezione possibile (ma non per questo
superficiale o approssimativo), “Salem” dimostra ancora una volta la capacità di fare un
ottimo teatro anche in condizioni logistiche basiche, valorizzando talento, impegno e doti
professionistiche di alta fattura.
Francesco Giannotti
Teatro Elettra – Roma
11 aprile 2025
“Salem” di Giorgia Filanti
regia Giorgia Filanti
con Francesca La Scala
voce fuori campo Pierre Bresolin
costumi Red Bodo’
trucco Cristina Attanasio

