Abbiamo intervistato Claudio Bernardi, che nel 2023 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo per una mostra fotografica di Antonio Mocciola, “Le vittime di Dio”, con lo scatto di Chiara Putini. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.
Come ti presenteresti ai lettori che non ti conoscessero?
Sono Claudio, un performer, ho studiato a Milano in un’accademia di musical che mi ha formato sulle varie discipline, il canto però è quella che sto praticando di più. Ma mi presto volentieri per altri progetti, come quello di Antonio “le Vittime di Dio”, ma con cui c’è anche in progetto di mettere su uno spettacolo, ma non si può ancora spoilerare niente.
Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?
In Italia si vanta molto la libertà d’espressione, ma a parere mio non esiste più una libertà d’espressione vera e propria, i giornalisti dicono ciò che gli viene imposto di dire, ma anche agli stessi politici, hanno tutti grandi idee e buoni propositi in campagna elettorale (conformi o meno alle idee di ognuno di noi) ma quando arrivano in alto prendono le redini del predecessore portando avanti sempre la stessa politica rimangiandosi le grandi promesse, quindi mi sembra palese che non esista in Italia una vera libertà di espressione
Secondo te il Vaticano ha ancora il peso di un tempo nell’agenda politica italiana o pensi che le ingerenze siano ancora una stortura in un paese Europeo nel 2025?
Non c’è notiziario o giorno dove si sente di cosa ha detto o fatto il papa, quindi si, secondo me èuna figura estremamente presente nel panorama italiano, e per forza di cose influisce sulla politica e su tutto il paese
Hai “indossato” sul corpo il nome di uno delle migliaia di eretici che la chiesa ha mandato al rogo in questi 2025 anni di dominio. Per il resto eri completamente nudo. Come hai vissuto l’esperienza, certamente inusuale, di essere a lungo la sola persona a nudo su un set di addetti ai lavori che erano lì per ritrarti? Eri in imbarazzo oppure è scattata una certa forma di narcisismo? Che rapporto hai con il tuo corpo nudo?
All’inizio ero estremamente agitato e in imbarazzo, ma dopo poco tempo mi sono abituato e mi sono reso conto che era come indossare un abito di scena, sicuramente mi ha sbloccato, anche perché ora non ho problemi a mostrarmi, e penso che potrei rifarlo serenamente.
Noi siamo un’associazione che promuove il naturismo non solo nei luoghi deputati, ma anche – come nel caso dei lavori di Antonio Mocciola – nell’arte (foto, cinema, teatro). Cosa pensi del nudo artistico? In quale forma trovi sia più fruibile e potente?
Il nudo artistico se è fatto con un senso e una logica è un’arte meravigliosa e molto potente, ovviamente deve avere un significato e un senso, ma come qualsiasi cosa.
Pensi di ripetere l’esperienza, magari in altre situazioni (cinema o teatro, o magari altri progetti fotografici)?
Assolutamente si, è stata una bella esperienza, e mi piacerebbe ripeterla, soprattutto nelle foto, che hanno un grande impatto nella vita di tutti i giorni vista l’influenza dei social e delle immagini stesse.
Sam Valenti

