Uno spettacolo leggero che diverte e fa pensare della Nuova Compagnia di Prosa diretta da Antonio Susini.

La Nuova Compagnia di Prosa porta in scena al Teatro Le Laudi di Firenze “La cena dei cretini” di Francis Veber. Il testo è rimasto nelle programmazioni dei cartelloni parigini per tre anni consecutivi, riscuotendo il favore di spettatori e critica, per arrivare poi al grande pubblico e divenire celebre grazie alla trasposizione cinematografica curata e diretta dallo stesso Veber nel 1998.

10943225_825071107563935_511539536_nÈ la storia di alcuni amici, ricchi, cinici e annoiati, che tutti i mercoledì sera organizzano una cena in cui ciascuno a turno deve portare un “cretino” che sarà fatto oggetto di derisione generale. La cena del titolo dà l’avvio all’azione ma sarà totalmente ininfluente ai fini della dipanatura drammaturgica, perché alla fine i protagonisti non ci andranno. Poco prima che lo stupido François arrivi a casa sua, Pierre accusa infatti il “colpo della strega” che lo obbliga al riposo forzato, impostogli dal suo medico personale Archambaud; sua moglie Christine, stanca del comportamento cinico e cattivo del marito, esce di casa e poco dopo gli comunica di volerlo lasciare tramite un messaggio lasciato in segreteria telefonica. Da qui in poi è tutto un susseguirsi di qui pro quo e di complicazioni causati dai maldestri tentativi attuati da François per aiutare colui che crede un amico.

La regia di Antonio Susini, coadiuvata dal disegno luci di Fabio Luciano, predispone un meccanismo scenico calibrato che serve ad hoc i tempi comici del testo, sottolinea le sottili e complesse sfumature psicologiche dei personaggi e evidenzia i momenti di amara riflessione dell’ultima parte dello spettacolo. Gli attori sono perfettamente capaci di assecondare le indicazioni registiche, rimanendo sempre in sintonia tra loro e creando un universo diegetico credibile in cui si muovono con grande capacità. Eccezionale la performance di Leonardo Cammunci (François). L’attore si dimostra eccellente caratterista, mutando con disinvoltura i molteplici registri del personaggio e assecondando la sua recitazione con un’ottima mimica facciale. Davvero esilarante la risatina sarcastica che commenta le frasi del padrone di casa. Bravo Gabriele Scollo (Pierre) a gestire i non facili “tempi a due” con il suo ospite: molto ben congegnato il siparietto in cui si fa aiutare a muoversi mentre è preda della lombosciatalgia. Ha però una recitazione sempre troppo arrabbiata: è vero che la sua vita in due ore va completamente a rotoli ma se ogni tanto avesse abbassato il tono avrebbe offerto un contrappunto migliore ai momenti concitati.

10937564_825071110897268_445286699_nTutti bravi gli altri attori, che ricoprono ruoli secondari ma importanti per la buona riuscita dello spettacolo. In particolare Rosanna Susini, che è una perfetta Signorina Cheval (nel testo originale il personaggio è un uomo), amica e collega di François. La donna è una zitella che si occupa di controlli fiscali e nel suo lavoro è assai meticolosa. Non le scappa niente, nemmeno il fatto che prima del suo arrivo Pierre ha tolto tutte le cose di valore presenti nella stanza, giusto per non insospettirla. L’apporto di questo personaggio è fondamentale alla buona riuscita dei tempi comici del secondo atto: Susini è attrice esperta con tempi scenici perfetti e riesce a recuperare un paio di sfasature dei suoi colleghi. Brava Elisabetta Franchini nei panni della “stordita” Marlene, un ruolo piccolo ma non facile per i suoi risvolti psicologici. Un po’ più deboli nel complesso appaiono Ilaria Guccerelli (Christine) – ma i due piccoli camei in cui appare non permettono di evidenziare grandi capacità attoriali – e in particolare Luciano Nardini (Leblanc), un po’ spaesato, quasi sempre scollato dal personaggio: le sue incertezze incidono più volte in negativo sull’economia comica.

Essenziale ma perfetta al suo scopo è la scenografia di Elisa Zoltan e Davide Bernardo e molto ben curati tutti i costumi di NCP. Nel complesso lo spettacolo è molto ben concertato, diverte e convince il pubblico che lo ripaga con tre applausi a scena aperta e una calda ovazione alla fine.

Firenze – TEATRO LE LAUDI, 17 gennaio 2015.

Diego Passera

“La cena dei cretini” di Francis Veber. Regia: Antonio Susini; Realizzazione scenica: Elisa Zoltan e Davide Bernardo; Costumi: NCP; Disegnatore luci: Fabio Giuliano.

Interpreti: Gabriele Scollo (Pierre Brochant); Ilaria Guccerelli (Christine Brochant); Fabio Micheli (Dr. Archambaud); Leonardo Cammunci (François Pignon); Luciano Nardini (Just Leblanc); Elisabetta Franchini (Marlène Sasseur); Rosanna Susini (Sig.na Cheval).