Teatro Bolivar, 20 anni di storia

Il Teatro Bolivar di Napoli compie vent’anni: una stagione “specchio del presente” tra grandi nomi, musica e teatro sociale

Presentato il cartellone 2026/2027: un traguardo storico per la sala di Materdei che festeggia la sua rinascita puntando sul concetto di “riflessione”. In scena Maurizio De Giovanni, Francesca Mannocchi, Stefano Fresi, la Nuova Compagnia di Canto Popolare e Luca Bizzarri.

Il palcoscenico come specchio dei nostri tempi, capace di restituire dubbi, emozioni e storie collettive. È questa la filosofia al centro di “Storie che RIFLETTONO”, la nuova stagione 2026/2027 del Teatro Bolivar di Napoli. Un’edizione tutt’altro che ordinaria: il prossimo 20 marzo 2027 la storica sala festeggerà infatti il ventesimo anniversario dalla sua riapertura, avvenuta nel 2007 dopo ben cinquant’anni di buio e chiusura.

A guidare lo spazio di Materdei, per il quinto anno consecutivo, è la direzione artistica di Anna Evangelista e Stefano Scopino di Nu’Tracks, affiancati da Romina De Luca per la proprietà. Insieme hanno immaginato un cartellone che celebra questo importante ventennale guardando al futuro e unendo memoria storica, impegno civile, grande musica e nuove drammaturgie.

Il Cartellone principale: da Camilleri all’impegno civile

La stagione si aprirà ufficialmente il 17 ottobre con un appuntamento di grande prestigio: Il canto del mare, un sentito omaggio ad Andrea Camilleri firmato da Maurizio De Giovanni. Lo scrittore salirà sul palco insieme a un cast d’eccezione composto da Marco Zurzolo, Rosaria De Cicco, Paolo Cresta, Marianita Carfora e Rocco Zaccagnino, sotto la regia di Annamaria Russo.

Il filo dell’attualità e della riflessione geopolitica sarà invece il fulcro, il 22 novembre, di Crescere la guerra, spettacolo scritto e interpretato dalla nota giornalista Francesca Mannocchi, accompagnata dalle trame sonore di Rodrigo D’Erasmo.

A dicembre (il 19), spazio alla tradizione colta con il Natale in… compagnia della storica Nuova Compagnia di Canto Popolare, capitanata da Fausta Vetere e Gianni Lamagna. Il nuovo anno si aprirà poi all’insegna della melodia il 17 gennaio con il popolarissimo duo Ebbanesis (Viviana Cangiano e Serena Pisa) in Ebbanepolis.

Grandi interpreti e riletture contemporanee

La seconda parte della stagione vedrà alternarsi sul palco interpreti di primo piano della scena nazionale:

  • 21 febbraio: Storie della buonanotte per bambine ribelli, spettacolo ispirato al bestseller mondiale di Elena Favilli e Francesca Cavallo, che vedrà in scena la cantautrice e attrice Thony accompagnata dall’Orchestra Multietnica di Arezzo.

  • 13 e 14 marzo: Marina Massironi sarà la protagonista di Ma che razza di Otello?, una rilettura ironica e graffiante del classico shakespeariano scritta da Lia Celi.

  • 4 aprile: Stefano Fresi interpreterà Dioggene, un intenso testo scritto e diretto da Giacomo Battiato.

  • 16 maggio: A chiudere la stagione teatrale sarà la graffiante commedia Le nostre donne di Éric Assous, interpretata da un trio d’assi: Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri.

Le novità: “Tracce Sonore” e il Teatro Scuola

Accanto alla prosa, la grande novità di quest’anno è la rassegna Tracce Sonore, un percorso che contamina la tradizione e il jazz in chiave contemporanea, realizzato in sinergia con prestigiose realtà del territorio (Associazione Alessandro Scarlatti, AFI, Orchestra Filarmonica Franco Caracciolo e Dissonanzen). Tra gli appuntamenti in programma spiccano La serva padrona (15 novembre), Il flauto magico (13 dicembre) e l’omaggio Father and Son – Inseguendo Chet Baker (18 aprile).

Non viene meno, infine, la storica vocazione sociale e territoriale del Bolivar. Torna la rassegna domenicale per famiglie “Piccole storie di eroi – A merenda con l’arte”, che quest’anno raddoppia i turni (mattina e pomeriggio) con titoli popolarissimi come Il Grinch, Encanto e Toy Story. Sul fronte formativo, oltre ai consueti laboratori per tutte le età, si consolida il progetto teatro-scuola con la rassegna “Fuori copione”, curata dall’attrice e regista Rosalba Di Girolamo.

Il Teatro Bolivar spegne venti candeline confermandosi non solo una sala di spettacolo, ma un presidio culturale vivo, un luogo in cui le generazioni dialogano e dove ogni storia, specchiandosi nella realtà, finisce inevitabilmente per raccontare ognuno di noi.

Gaetano Cutri

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