l'arte della felicità

Nell’immagine il protagonista del nuovo film di animazione Made in Naples

TITOLO: L’arte della felicità; Genere: Animazione; Regia: Alessandro Rak; Interpreti/Voci: Leandro Amato, Nando Paone, Riccardo Polizzy Carbonelli, Renato Carpentieri, Jun Ichikawa, Lucio Allocca, Patrizia di Martino; Sceneggiatura: Alessandro Rak, Luciano Stella; Musiche: Antonio Fresa, Luigi Scialdone; Produzione: Big Sur, Mad Entertainment, Rai Cinema, Cinecittà, Luce Stellafilm; Distribuzione: Cinecittà Luce; Durata: 84 minuti; Paese di produzione: Italia, 2013.

 Si parla di capolavoro alla presenza di un “primo lavoro” o di un prodotto “d’artigianato” di fattura particolarmente eccelsa. Allora è il caso di dirlo: “L’arte della felicità” è un capolavoro, inteso nel senso può nobile del significato della parola. Film di animazione, che sfiora quasi la realtà, e portato avanti con grande dedizione da Luciano Stella in produzione/scrittura e Alessandro Rak in regia, rappresenta qualcosa di sublime agli occhi dei cineasti più convinti.

L’animazione tratteggia nei disegni e nelle immagini mozzafiato una Napoli fuori dal convenzionale, una città che al dispetto di quello che si racconta, non è “illuminata” dal sole, ma immersa nella tempesta piovosa che non termina mai. Un contrasto reso ancora più forte dalla presenza di analessi con immagini soleggiate e calme del Tibet e della Napoli del passato.

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Un’altra immagine tratta dal nuovo film di animazione “L’arte della felicità”

 La pioggia e il clima cupo rappresentano la metafora della condizione sociale in cui riversa il territorio partenopeo: rifiuti dappertutto, degrado e sconforto. Poi c’è Sergio il protagonista, un uomo che prova a ritrovare se stesso dopo la morte del fratello partito dieci anni prima per il Tibet, che richiudendosi nel suo taxi pieno di ricordi e mozziconi di sigaretta, prova a trovare il senso della vita. Così incontra Antonia che chiude la sua storia d’amore e scappa via, Maurizio Brachetti che dalla “munnezza” ha costruito la sua fortuna, una donna napoletana vedova, lo Speaker e dal confronto diretto con le loro vite matura in lui la riflessione sul “senso della vita”. Una visione di una città e di una vita che avrebbe bisogno di ritrovare se stessa, magari con una scossa, magari con l’esplosione del vulcano o semplicemente ritornando al piacere più puro che per Sergio è rappresentato dalla musica!

 Un film interamente napoletano, o quasi, anche nelle voci di Nando Paone, Renato Carpentieri e Lucio Allocca e per la splendida colonna sonora composta dalle musiche originali di Antonio Fresa e Luigi Scialdone e gli eccezionali contributi dei brani dei 24 Grana, Joe Barbieri, Luca Di Maio, The Enthusiastics, Foja, Francesco Forni, Gnut, Ilaria Graziano, Guappecartò, Tarall&Wine che farciscono il film di un clima che contraddistingue l’animo partenopeo.

Meno originale la sceneggiatura, che trae ispirazione sia nel titolo sia nella trama dal libro “L’arte della felicità – Dalai Lama, Howard C. Cutler”, ma la cartolina napoletana, il taxi Mercedes degli anni 80 e le tavole sublimi lo fanno diventare un prodotto completamente nostrano da vedere e rivedere, perché, se pur vero sia un “cartone animato”, racchiude in se tutti gli ingredienti di un film d’essai che necessita di essere visto più volte per assorbirlo pienamente, soprattutto per sostenere il cinema napoletano sempre in grande ascesa e fermento.

Elleesse

VISTO CINEMA MODERNISSIMO

NAPOLI, 18 dicembre 2013