Il coraggio e la forza
di fare arte lontano dai circuiti

 

 

En Associazione Culturale è una neonata realtà della provincia di Viterbo, area non proprio al centro dei fermenti giovanili in tema di sperimentazione e di avanguardia artistica. Impegnarsi nel locale e accantonare, per il momento, il richiamo delle sirene centripete metropolitane (peraltro non particolarmente accattivanti), rappresenta una sfida che valorizza il territorio e fertilizza un tessuto che ha certamente bisogno di linfa e di idee (di cui non ne ha forse contezza) con progetti ambiziosi e formativi anche al di fuori degli ambiti strettamente artistici.

Sarà il tempo a decretare la validità o meno di scelte coraggiose e tutte in salita, ma vivere il presente è già un’impresa e dare il meglio di sé al banco di prova di un debutto assoluto lo è ancor di più. Ed è ciò che s’è visto con “Crepe – The space between”, una riuscita ibridazione tra mostra fotografica e quella che un tempo si sarebbe definita performance.

All’interno di uno spoglio e affascinante capannone di stoccaggio, quattro attrici e due attori – tutti intorno o sotto i trent’anni – danno corpo (e, in un caso, anche voce) alle immagini della fotografa Virginia Mazzocato, da anni residente a Londra, che espone nature morte rivisitate da interpolazioni grafiche estetizzanti ritraenti oggetti del quotidiano (sedie accatastate, telefoni a disco, teste di David, braccia di manichini che afferrano tazzine liberty da te), disvelanti non funzione ma simbologie di solitudine, staticità, ricordi personali di involucri vuoti.

Alice Scasciafratti, Giada Lo Russo, Leonardo Silla, Sara Mandile (Ga-Rei), Sara Bellissimo e Niccolò Berardi traslano la fissità degli scatti e del loro contenuto in azioni di vita senza vita, forzando come con una pinza chirurgica quello spazio tra inazione e azione nella speranza di rintracciare tracce di esistenza e amplificando – quasi sempre con gesti minimi e ripetitivi – l’ineluttabilità che quelle immagini dolorosamente e senza scampo comunicano. Il perpetuo e bellissimo sottotesto musicale, interamente composto dalla stessa Ga-Rei, conduce con garbo ad una piacevole ipnosi (terapeutica o evitante?) e lo spazio, colmo di vuoto, si fa specchio delle miserie e delle coazioni a ripetere individuali.

Lo spettacolo risulta dunque concettualmente molto ben progettato; si rivela leggermente meno solido in sede registica con tempi troppo dilatati e una scansione dei ‘quadri’ prevedibile che mette in sospensione chi non è coinvolto nel proprio agire, disperdendo così un amalgama che i sei contesti richiederebbero, pur non dialoganti tra loro; ma si tratta di dettagli non di capitale importanza e, per chi ha l’ardire di gettarsi nella mischia in un deserto di arte e libertà espressiva, ricevendone anche solo per questo un plauso incondizionato, sfumature molto facilmente risolvibili.

 

Francesco Giannotti

 

 

Oasi Cafè – Barbarano Romano (VT)

11 luglio 2026

“Crepe – The space between” di Francesca Antonelli, Sara Mandile, Virginia Mazzocato

regia Francesca Antonelli, Sara Mandile

fotografie Virginia Mazzocato

con Sara Bellissimo, Niccolò Berardi, Giada Lo Russo, Sara Mandile, Alice Scasciafratti, Leonardo Silla

Musiche originali Ga-Rei

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