Oggi ho avuto il grandissimo piacere di fare quattro chiacchiere con Giovanni Muciaccia, celebre conduttore televisivo e grande alchimista dei nostri esperimenti creativi. Abbiamo ripercorso insieme i suoi esordi, la passione per il teatro, il grande successo in televisione con “Art Attack“, e il suo grande amore per  l’arte.

Buonasera Giovanni, come stai vivendo questo periodo?

Buonasera Valerio, in questo periodo sono impegnato con lo studio, che porto avanti quando ho delle pause dalla Tv. La mia ricerca è orientata sempre verso l’arte, soprattutto contemporanea, e la alterno alla creazione di artwork che spesso si possono vedere sui miei social.

Ci vuoi raccontare come è nato il tuo amore per il teatro?

Ho iniziato il mio percorso artistico lavorando come animatore nei villaggi! Non appena compiuti i diciotto anni mi sono trasferito da Foggia a Roma. All’epoca approcciarsi al mondo del teatro era l’unica strada per tentare di entrare a far parte del mondo dello spettacolo. Ho frequentato la Scuola di Teatro “Mario Riva” e l’Accademia d’arte drammatica della Calabria a Palmi. Questa preparazione mi ha fornito un’ottima impostazione e mi ha aiutato nel rapporto con il pubblico.

Come sei approdato alla conduzione di Art Attack?

All’inizio mi sentivo completamente spaesato. Art Attack è un format britannico e le puntate venivano registrate a Londra. Così nel 1998 andai per la prima volta nella capitale del Regno Unito. Ovviamente durante le registrazioni si parlava solo in inglese e questo per me rappresentava un limite, ma con il passare del tempo è andata sempre meglio. Il programma era innovativo e aveva un livello di qualità altissimo. Dapprima andava in onda solo su Disney Channel, ma il successo arrivò quando fu trasmesso in chiaro da Rai 2. Fu un trionfo totale e inaspettato!

Come hai reagito la prima volta quando hai sentito la tua imitazione fatta da Fiorello?

Questa è una curiosità molto carina. Mi trovavo in un museo e avevo dimenticato di togliere la suoneria al cellulare. Risposi e sentii Fiorello che imitava la mia voce. All’inizio non avevo capito bene cosa stesse accadendo! Grazie all’imitazione di Rosario la mia popolarità crebbe a dismisura, la gente mi fermava per strada e spesso per uscire ero costretto a camuffarmi. La mia imitazione fu una delle più riuscite a mio avviso, insieme a quelle di Montalbano e La Russa.

A quale esperienza televisiva oltre Art Attack sei maggiormente legato?

Sono legato a diversi programmi che ho condotto: 5 cose da sapere, La porta segreta, Freestyle – Tutta un’altra stanza!

Come è stato partecipare a Ballando con le stelle?

Non ti nego che è stata un’esperienza molto faticosa. Ci si allena davvero tanto. Però è stato bello uscire dalla propria zona di comfort e cimentarsi in qualcosa di differente. Il teatro mi ha molto aiutato in quell’occasione. Mi è piaciuto imparare il flamenco e magari in futuro prenderò altre lezioni. Ricordo che si era creato un bel legame con Massimo Lopez, Gabriele Cirilli e Licia Colò.

A quale artista del passato ti sarebbe piaciuto far fare un Art Attack?

Senza ombra di dubbio ad Albert Einstein! Un bel manufatto unito con colla vinilica! Ti immagini il valore?

Come vivi i social?

Li vivo bene. Non pubblico in maniera compulsiva, ma posto il giusto. Li vivo allo stesso modo in cui vivo la tv. Non mi è mai piaciuto strafare! I social sono solo altri canali attraverso cui diffondere i miei attacchi d’arte.

Il prossimo viaggio che farai, non appena la situazione sarà migliorata.

Te ne indico due. Il primo un bel viaggio a base di Kitesurf, mare, onde e sole. E il secondo un bel coast to coast in roulotte in America con la famiglia.

Concludiamo con una curiosità su Art Attack!

Nelle creazioni di Neil c’era un trucco, ma non si vedeva!

 

L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.
(Pablo Picasso)

 

Valerio Molinaro