“MAL D’AURORA – Il sogno interrotto di Lautréamont” al Piccolo Teatro CTS di Caserta. Anche il terzo spettacolo della trilogia di Antonio Mocciola dedicata ai poeti maledetti ha debuttato, riportando in vita un poeta di cui l’esistenza è stata dimenticata per troppo tempo, donandogli dignità e comprensione.
Francesco Petrillo, diretto da Giuseppe Brandi, ha interpretato Lautréamont, una figura tormentata destinata all’infinita ricerca di qualcosa che in vita gli è sempre sfuggita dalle mani: l’amore.
Ma cos’è l’amore? Se qualcuno al tempo gliel’avesse potuto dimostrare, l’avrebbe salvato dal logorio della sua anima, di cui il corpo ha preso le sembianze. Anche se giovane, pian piano diventò come un giunco curvato dal vento.
Un padre assente, una madre suicida, lasciato a sé stesso e al suo mare di pensieri…il mare di notte, l’unica consolazione per Lautrèamont, mentre il desiderio della morte lo tentava in ogni istante.
Durante la sua breve esistenza sarà definito “Il vampiro” con diverse accezioni che spesso accompagnavano questo soprannome, come: sporco, pazzo, scandaloso. Ma lui era solo un ragazzo che chiedeva un’occasione alla vita, un motivo per non lasciarsi andare.
Francesco Petrillo ci ha fatto vivere un pianto di emozioni senza lacrime, che ha invaso la sala nel susseguirsi di ogni alba da cui il poeta ormai scappava. Un’interpretazione profonda che a fine spettacolo ha lasciato gli spettatori con i brividi di una strana solitudine, quella solitudine che Lautrèamont ha sopportato tutta la vita.
Antonella Formisano

