Abbiamo intervistato Emanuele Falconetti, che nel 2023 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo per una mostra fotografica di Antonio Mocciola, “Le vittime di Dio”. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.
Come ti presenteresti ai lettori che non ti conoscessero?
Sono una persona che crede nella libertà, nella forza dell’espressione individuale e nell’arte come mezzo per esplorare e superare i limiti imposti dalla società. il naturismo, per me è una dimensione di autenticità e consapevolezza, uno strumento per riconnettermi con la mia essenza più profonda.
Quale è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?
La libertà di espressione in Italia esiste, ma è spesso limitata da pregiudizi e da moralismo che impedisce il confronto autentico. La mostra “Le vittime di Dio” ha dimostrato come l’arte possa ancora scuotere le coscienze e generare dibattito. Credo che ogni opera che provochi reazioni così forti stia svolgendo un ruolo cruciale: quello di mettere in discussione il conformismo e di dare voce a idee che , altrimenti rimarrebbero ai margini.
Secondo te il vaticano ha ancora il peso di un tempo nell’agenda politica italiana?
Il Vaticano continua ad esercitare una forte influenza sulla politica italiana, sebbene in forme diverse rispetto al passato. Le sue ingerenze si manifestano soprattutto nelle questioni etiche e nei diritti civili, dove il peso della dottrina cattolica ancora condiziona il dibattito pubblico. Nel 2025 sarebbe auspicabile un’Italia più laica; ma le resistenze sono ancora evidenti.
Come hai vissuto l’esperienza di essere l’unica persona nuda su un set di addetti ai lavori?
Essere nudo in quel contesto non è stato un problema, anzi, è stato un atto di coerenza e di libertà. Non ho provato imbarazzo, piuttosto una profonda consapevolezza del mio corpo come strumento espressivo. Il nudo in quel momento, era parte del messaggio: una forma di resistenza e di memoria storica, un tributo a coloro che hanno subito l’ingiustizia del potere religioso. Non si trattava di narcisismo, ma di una fusione tra corpo e significato.
5. Cosa pensi del nudo artistico? in quale forma trovi sia più fruibile e potente?
Il nudo artistico è una delle espressioni più autentiche della creatività umana. lo trovo potente quando riesce a superare la dimensione estetica per diventare veicolo di un messaggio profondo. Fotografia, teatro e cinema offrono prospettive diverse, ma tutte hanno il potenziale di trasformare il nudo in un linguaggio universale, capace di comunicare senza bisogno di parole.
6. Pensi di ripetere l’esperienza in altre situazioni?
Assolutamente sì. L’arte e la performance sono strumenti per esplorare la libertà in tutte le sue forme. Che sia attraverso la fotografia, il cinema o il teatro, sono aperto a nuove esperienze che abbiano un significato e che contribuiscano ad una narrazione autentica della corporeità e della libertà individuale.
Sam Valenti

