Emanuele Di Simone inaugura “Storie Nude” ad Atripalda
“Il mio Rimbaud nudo, ferito, innamorato”

Toccherà ad Emanuele Di Simone e al suo Arthur Rimbaud inaugurare la rassegna “Storie nude”, diretta da Felice Caputo e da Rosaria Carifano e basata sui lavori teatrali di Antonio Mocciola. Un monologo di 20 minuti reiterato per tre volte ad uso e consumo di una dozzina di spettatori alla volta, in una stanza adibita a teatro nell’ex Mercato Coperto di Atripalda, alla volta di Avellino. Un esperimento curioso ed originale, per un pubblico alla ricerca di emozioni nuove e fuori dai binari ordinari, a partire da giovedì 11 dicembre e poi per altri cinque appuntamenti diversi fino a marzo. Abbiamo incontrato l’attore partenopeo per una breve intervista. Come tutti gli altri artisti coinvolti (nell’ordine Francesco Petrillo, Alessio Palumbo, Stefano Coppola, Antonella Formisano e Giuseppe Brandi) reciterà completamente nudo.

10 luglio 1873, un afosissimo pomeriggio in una stamberga di Bruxelles. Verlaine e Rimbaud, amanti
poeti, nudi e sfiniti dall’alcool e dalle droghe, hanno un ennesimo litigio. Paul spara ad Arthur, due colpi. Il
primo lo ferisce al polso, il secondo va a vuoto. Spaventato dal suo stesso gesto, Verlaine fugge.
Rimbaud, sotto shock, resta in camera per ore, a osservare il sangue fluire, come in un estatico dolore.
E’ così che comincia “Non più tuo, Rimbaud”, il monologo rovente che Antonio Mocciola scrive e dirige e
che interpreta Emanuele Di Simone. In una sorta di lettera-flusso di coscienza, Rimbaud scrive – come
sotto dettatura in trance – al suo amato assassino, decidendo finalmente di staccare la spina a una
relazione tossica.
Emanuele Di Simone, completamente nudo per tutto lo spettacolo, incarna la sofferenza e la follia del
giovane poeta maledetto, in un alternarsi di lucidità e perdizione che non può non chiudersi con uno dei
due soli atti di volontà di quello che Verlaine soprannominò “L’uomo dalle suole di vento”. L’ultimo, quello
fatale, sarà imbarcarsi per l’Africa, dove si ammalerà per morire poi a soli 37 anni. Paul Verlaine lo
raggiungerà 5 anni dopo.
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