Armando Aubry tra teatro e fotografia
“Stare nudo in scena mi é diventato naturale”

 

Abbiamo intervistato Armando Aubry, che nel 2023 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo per una mostra fotografica di Antonio Mocciola, “Le vittime di Dio”. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.

Come ti presenteresti ai nostri lettori che non ti conoscessero? 

Ciao a tutti, sono Armando Aubry, ho 39 e sono un Napoletano doc. Sono molto ma molto socievole, solare ed amo la vita in tutte le sue sfaccettature. Sono il tipo di persona che vede sempre il bicchiere mezzo pieno e mai mezzo vuoto, anche nelle situazioni tristi riesco sempre a stemperare gli animi ed a portare un sorriso. Sono sempre in cerca di nuovi stimoli, amo l’ avventura e le sfide.

 

Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?

Tutto quello che è successo dopo e durante la mostra significa proprio che abbiamo fatto la cosa giusta, altrimenti non si spiegherebbe lo scomodarsi di persone abbastanza importanti del panorama italiano. Si sa che in Italia funziona così, se vai controcorrente vieni sempre denigrato.
Sono del tutto favorevole alla libertà d’espressione, anche perché se reprimessero tutte le nostre idee non ci sarebbe modo di evolversi.

Secondo te il Vaticano ha ancora il peso di un tempo nell’agenda politica italiana o pensi che le ingerenze siano ancora una stortura in un paese Europeo nel 2025?

Questa è proprio una bella domanda, personalmente credo che abbia peso fino ad un certo punto, forse prima contava molto di più.

Hai “indossato” sul corpo il nome di uno delle migliaia di eretici che la chiesa ha mandato al rogo in questi 2025 anni di dominio. Per il resto eri completamente nudo. Come hai vissuto l’esperienza, certamente inusuale, di essere a lungo la sola persona a nudo su un set di addetti ai lavori che erano lì per ritrarti? Eri in imbarazzo oppure è scattata una certa forma di narcisismo? Che rapporto hai con il tuo corpo nudo?

Sono un narcisista patologico, se mi chiedono di spogliarmi per fotografarmi io lo faccio, ed anche con passione, più mi guardano e fotografano più sale la mia autostima …. Avrò bisogno di un dottore ?

Noi siamo un’associazione che promuove il naturismo non solo nei luoghi deputati, ma anche – come nel caso dei lavori di Antonio Mocciola – nell’arte (foto, cinema, teatro). Cosa pensi del nudo artistico? In quale forma trovi sia più fruibile e potente?

Fino all’anno scorso non ci avevo mai pensato e mai preso in considerazione tutto ciò’, poi la conoscenza di Antonio mi ha aperto nuovi orizzonti e dato nuovi stimoli. La forma più fruibile e potente secondo me è data dalla persona che si presti, sia per le foto , che per un corto che per uno spettacolo, non tutti noi siamo bravi in tutto, ognuno eccelle in una cosa diversa.

A teatro hai avuto dei momenti in cui eri completamente nudo (“Dispacci da Mosca”). E’ stato diverso rispetto al set, avendo davanti un pubblico reale?

 In realtà no, anche se credevo che mi desse un po’ di imbarazzo. Anzi proprio inerente a questo vi invito a seguire Antonio e me nei prossimi spettacoli che stiamo preparando, posso dirvi solo una cosa da narcisista quale sono. Potreste stare voi spettatori vestiti in platea più in imbarazzo di me che sono nudo sul palco.

In Dispacci da Mosca, tra i 10 attori coinvolti, l’autore ha scelto te per la locandina ufficiale, un ostaggio nudo e legato che sta per essere bendato e presumibilmente ucciso. Una foto diventata iconica. Ti ha inorgoglito essere scelto tra tutti per rappresentare l’intero progetto?

Assolutamente si, a chi non avrebbe fatto piacere essere scelto tra tanti? Poi la scelta della foto finale non è stata molto difficile, Antonio aveva già bene in mente cosa voleva per la sua locandina, ma si svelo un retroscena …. Mi ha fatto più telefonate per convincermi

Sam Valenti

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