Andrea Alaia, prossimo protagonista di “Cinghie”
“Nudo e da solo, sarà un’eserienza elettrizzante”

 

Debutterà il prossimo anno al Teatro Zen di Napoli il monologo “Cinghie” di Antonio Mocciola, che ha per protagonista Andrea Alaia, in scena completamente nudo. Abbiamo intervistato l’attore napoletano, durante le prove dello spettacolo.

“Cinghie” è un testo scritto e diretto da Antonio Mocciola, ma che ti vede da solo in scena. E’ la prima volta che affronti un monologo? Di cosa si tratta?

Non è certo il primo luuungo monologo (Così mi piace chiamarli) che mi viene chiesto di interpretare, ma l’esperienza di essere il solo a recitare sul palco è qualcosa di elettrizzante ed eccitante. La storia segue i pensieri e le osservazioni di un uomo che semplicemente si ama e si odia per la sua natura.

Affidare un monologo intero é un gesto di grande fiducia da parte dell’autore e di grande responsabilità per l’attore. Com’è nata l’idea e l’incontro tra te ed Antonio?

Apprezzo molto la fiducia che Antonio ha riposto in me, come ci siamo conosciuti mi fa sempre sorridere perché mescola il più classico dei modi con la modernità. In sostanza è stato un nome sentito a un evento di amici che conoscevano altri amici… (Io conoscevo bene appena uno) Da lì abbiamo parlato del più e del meno e poi mi è stato fatto il nome di Antonio è questa è la parte classica, da lì poi ho avuto il suo Instagram e ho deciso di contattarlo direttamente da lì, il resto è venuto da sé.

Lo spettacolo ti vedrà in scena nella prossima primaver negli intimi spazi del Teatro Zen. Secondo te sarà difficile recitare per tutto il tempo, da solo e completamente nudo, col pubblico che si trova a un centimetro dal tuo corpo, dalla tua voce? 

Personalmente non ho mai avuto problemi ne col mio corpo né a mostrarmi per quello che sono alla gente. Anche grazie al percorso di meditazione e al risveglio spirituale che ho iniziato a partire dalla pandemia, inoltre Antonio è un regista adattabilissimo nel mettere non solo i suoi attori a proprio agio, ma anche a modellare i personaggi in base a chi li interpreta.

Una domanda che può essere utile agli attori che si stanno approcciando ora al mestiere: Che tipo di lavoro tecnico e psicologico hai fatto o stai facendo per superare l’eventuale imbarazzo di un’esperienza del genere? Che rapporto hai col tuo corpo? 

Posso solo dire esplorate e affinate non solo il vostro talento artistico, ma la vostra stessa qualità di vita. Non avete nulla da nascondere ne da vergognarvi.

 

Checché se ne dica, uno spettacolo di nudo integrale (di cui Antonio Mocciola è uno dei capostipiti, ottenendo numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero) non lascia mai indifferenti: prima di approcciarti a questo tipo di allestimento, hai avuto perplessità? Da pubblico hai visto mai esperimenti del genere, e avresti mai pensato di esserne un giorno protagonista?

Mai, bisogna sempre mettere in discussione se stessi, se è tua intenzione essere pronto a vincere, essere pronto a migliorarsi. Un esperienza da pubblico l’ho avuta con Antonio in uno spettacolo col bravissimo Tommaso Sepe, ma anche seguendo il laboratorio di Eduardo Zampella.

Il tuo percorso di attore com’è nato? Quali sono i prossimi progetti e le aspettative che nutri sulla tua carriera?

Ho sempre amato recitare da quando ero un bambino, i compagni di classe dicevano che parlavo da solo, io dico che già avevo le idee chiare su cosa mi piacesse fare. Vorrei portare sulla rete delle mie personali web serie, ma chi lo sa cosa succederà.

C’è qualcuno a cui devi dire grazie?

A me per non aver mai mollato, a quei pazzarelloni di Pina e Carlo, meglio conosciuti come genitori e alla pazzarella di mia sorella Martina che hanno fatto parte della mia vita, alle mie 2 compagne Diana e Valentina, a mia figlia Viviana Flora, ad Antonio ovviamente per la possibilità e per chiunque creda in me. Grazie di cuore.

Alessia Coppola

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