La verità nuda di San Francesco: “Prendetevi tutto” emoziona il pubblico a Napoli
Lo spettacolo “Prendetevi tutto” è andato in scena il 25 ottobre presso lo Studio ZEN di Napoli per la rassegna Martyria.
Il regista e autore Antonio Mocciola mette da parte l’immagine classica di San Francesco per restituirci la storia di un uomo vero, ribelle e profondamente attuale.
Lo spettacolo è un lungo e inteso monologo incentrato sul momento più celebre della vita di Francesco: quando decide di spogliarsi di tutto e restituire i vestiti e i soldi al padre.
Ma quello che vediamo sul palco non è solo un racconto religioso, è una protesta fortissima contro la nostra società di oggi, sempre ossessionata dai soldi, dal possesso e dall’apparenza.
Il Francesco di Mocciola ci ricorda che accumulare cose materiali spesso ci rende solo più poveri dentro.
A interpretare questo ruolo difficile e intenso è il giovane attore Tommaso Sepe, da solo sul palco e alle prese con una prova davvero impegnativa.
Sepe recita completamente nudo per tutto lo spettacolo, ma la sua nudità non fa mai scandalo per il gusto di farlo.
Come d’abitudine per l’autore, è una scelta precisa, che serve a mostrare come per essere davvero liberi e dire la verità sia necessario spogliarsi di tutte le maschere.
In uno spazio piccolo e raccolto come quello dello Studio ZEN, il pubblico si trova a pochissima distanza dall’attore.
Questa vicinanza rende tutto ancora più forte: si vedono la fatica di Sepe, i muscoli tesi, il sudore e si sente la sua voce che passa dai toni dolci della preghiera a quelli forti e rabbiosi di chi grida contro le ingiustizie del mondo.
Non ci sono trucchi o scenografie complesse, c’è solo un uomo nudo che parla al pubblico senza filtri.
Questo rende ancora di più l’idea della semplicità di un personaggio come San Francesco, perfettamente quindi congeniale al testo messo in scena.
“Prendetevi tutto” è uno spettacolo sincero, coraggioso e di grande impatto, che esce fuori dai soliti canoni ma vuole far riflettere davvero.
Un’opera teatrale tra le più visionarie del repertorio di Mocciola, perfettamente innestata nel racconto umano di un santo diventato simbolo italiano.
Un modo in cui trovare una chiave diversa per raccontare un personaggio celebrato e amato, mettendo in luce le zone d’ombra della società di oggi.
Gaetano Cutri
