yes, she cannesPrendere un episodio a caso di Sex and the City, il primo capitolo della saga di Bridget Jones, una puntata di un coloratissimo programma di Real Time e un documentario sulla Costa Azzurra: con la possibilità di creare un cocktail con simili ingredienti, probabilmente il risultato sarebbe stato “Yes, she Cannes”, opera prima di Giulia Narciso edita da Betelgeuse.

Il sottotitolo del libro recita “Il disperato casa di Manuela Mattei”: non non si fanno riferimenti a storie di cronaca o vicende di chissà quale nuovo ispettore letterario, ma piuttosto alle vicende tragicomiche della protagonista, che scopre un enorme buco nella sua relazione coniugale e si butta a capofitto nella sua nuova vita da single.

Disperati i primi momenti passati con sé stessa e con la figlia, troverà presto rifugio tra i consigli molto saggi di una donna aristocratica custode di più di un segreto e la fascinazione verso il papà di un compagno di scuola della figlia, stimolo a migliorarsi seguendo le torture psico-fisiche suggerite dalla nuova migliore amica snob.

“Yes, she Cannes” è l’equivalente letterario di una briosa commedia americana in cui alle trafficate vie di New York sono stati preferiti i boulevard della città francese con la Croisette, vera e propria coprotagonista del romanzo. Grazie a dialoghi scorrevoli e semplici ed un’ironia che permea pagina dopo pagina, qualche leggera ingenuità narrativa di un’opera prima viene totalmente perdonata, a favore di un lavoro non banale e ricco di personaggi ben caratterizzati e una grande piacevolezza nella lettura.

Gaetano Cutri