Pianoforte, coreografia e improvvisazione nell’ambito della Conferenza delle Capitali europee della Cultura

Il Teatro della Pergola è tappa de Il presente per il futuro, la prima Conferenza delle Capitali europee della Cultura tenutasi a Firenze martedì 6 novembre 2018; nel programma, la messinscena di “Solo Goldberg” di e con Virgilio Sieni accompagnato al pianoforte da Andrea Rebaudengo.

Un’arte contemporanea, la danza, che in questa occasione si sposa a un repertorio e a uno spazio per definizione classici, in dissonanza con la filosofia del site specific e con la ricerca avanguardistica nel campo della musica. Quella di Bach e, nello specifico, delle Variazioni Goldberg è spesso d’ispirazione per i danzatori contemporanei: nel programma del festival La Democrazia del Corpo è infatti omaggiata in più titoli, oltre al “Solo” di Sieni, il “Duo” di Adriana Borriello e diversi percorsi laboratoriali. A quindici anni dal debutto al Teatro Ponchielli di Cremona (2003) e dopo aver viaggiato in molte città del mondo, la versione del noto coreografo fiorentino torna al Teatro della Pergola per farsi simbolo di celebrazione e di discussione artistica e sociale.

Il dialogo tra classico e contemporaneo sembra voler aprire riflessioni sull’importanza emblematica di suoni e luoghi nella frenetica società odierna, sembra voler ripensare un nuovo corpo umano a partire da uno sguardo indietro poiché dal passato non si può prescindere. Bach è fondamentale negli studi musicali; le Variazioni Goldberg hanno visto una propria evoluzione, dal clavicembalo al pianoforte, dall’esercizio tecnico alla relativamente recente rivoluzione artistica che riguarda sia la mera esecuzione musicale sia l’accompagnamento/dialogo con altre arti quali la danza. Tali variazioni contengono un seme sperimentale che fonde in maniera sublime estro e rigore matematico e che si dimostra ancora oggi aperto a infinite possibilità. Il luogo, la Pergola, è un teatro storico, ancora oggi luogo d’incontro in occasioni artistiche ma, prima di tutto, mondane. Esiste un terzo elemento emblematico e classico: la pittura italiana di artisti come Piero della Francesca, Masaccio, Tiziano, Caravaggio e Michelangelo. La triade è riassunta e incarnata nell’opera di danza di Sieni; il corpo, lo spirito e l’umore umano instaurano un flusso di comunicazione o di ispirazione reciproca con la musica ma anche con l’arte dei Maestri italiani, riscontrabili in particolar modo nel momento di improvvisazione che coinvolge il pubblico. Non meno importante il rapporto con il teatro, con il legno, con il buio, con le quinte, con il pavimento, con il proscenio e con l’intero palco, utilizzato ed esplorato dalle vibrazioni sonore della musica e della danza.

Significativo, soprattutto in questo ambito, l’invito al pubblico di salire sul palco e prendere parte alla performance, contribuendo alla creazione “di un vocabolario di un percorso, un atto sulle debolezze, le imperfezioni, lo sforzo, le pieghe e le polveri, qualcosa che vuol trapassare il corpo per donarsi alla figura, qualcosa che rende il corpo pagliaccio tragicomico dell’oggi”. Un lavoro profondo, ben costruito ed emozionante. Leggibile, infine, da più punti di vista e con risultati apparentemente contraddittori: quando il profano sorride, il cultore si commuove.

Firenze – Teatro della Pergola, 8 novembre 2018.

Benedetta Colasanti

SOLO GOLDBERG – Di Virgilio Sieni; musiche: Johann Sebastian Bach; produzione: Compagnia Virgilio Sieni; in collaborazione con Fondazione Teatro A. Ponchielli Cremona; con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento dello Spettacolo, Regione Toscana, Comune di Firenze.