Due appuntamenti al Museo Nazionale del Bargello dedicati all’arte del racconto con un grande narratore dei nostri tempi.

Un buon narratore conosce il valore dell’ascolto, lo impara sin da piccolo, quando genitori, nonni, zii trascorrono con lui del tempo a raccontare storie. Una sana abitudine che oggi va scomparendo, spesso lasciando ad altri questo prezioso compito. Ma la narrazione ha un valore emotivo che si afferma solo in una relazione di affetto consolidata, il contenuto è secondario rispetto al modo, al luogo, al tempo, alla persona. E poi ci sono i libri, incontri apparentemente casuali che producono in noi cambiamenti significativi. Con “Viaggio del pensiero affabulante” nel cortile del Museo Nazionale del Bargello per la rassegna “Il Teatro della Toscana al Bargello”, inserita nell’Estate Fiorentina 2015, Marco Baliani presenta due serate interamente dedicate all’arte del racconto, un viaggio che attraversa la letteratura, i testi più amati, i laboratori svolti con attori e non e, soprattutto, la sua lunga esperienza di teatro di narrazione.

Il primo incontro “La biblioteca di Babele” si apre con una lettura tratta da “Lo straniero” di Albert Camus. Baliani ne sceglie dei frammenti per raccontare di sé, della sua adolescenza, di un’epoca in cui i protagonisti delle lotte politiche e sociali erano gli “universitari di sinistra” e i “fascisti”; ogni realtà storica diventa unica, e sempre nuova, narrata dalla prospettiva del singolo, ogni libro è un’originale fonte di ispirazione per chi lo legge. Prendendo spunto da diari e taccuini di viaggio riempiti negli anni, Baliani apre una finestra sul suo lavoro di narratore. Un talento, probabilmente ereditato dalla nonna, che lo ha spinto a compiere una scelta di vita, quando si è trovato di fronte a uno dei tanti crocicchi. Come quella folgorazione che, da bambino, gli era venuta leggendo “Moby Dick” di Herman Melville, come le magiche sensazioni vissute quando la nonna gli raccontava le “sue” storie: «Sono le fiabe e il modo in cui ci vengono raccontate a segnare il nostro percorso».

E sono ancora le fiabe protagoniste della seconda serata “Col cuore in bocca” perché da esse e dai miti ha origine il racconto e l’arte del raccontare. Baliani ci riporta indietro, in un mondo dove la parola orale era la sola, affascinante, potente, un modo di comunicare in cui tutto il corpo veniva coinvolto. E si ascoltava, sicuramente più di oggi. L’attore-regista si sofferma sulle sue esperienze laboratoriali, durante le quali il racconto di altri è stato un dono prezioso, perché attraverso il narrare e il narrarsi ognuno può riscoprire se stesso. I due incontri con il grande “affabulatore” si concludono con un’esortazione al pubblico: tutti possono essere dei grandi narratori se sono disposti a cercare «la storia della propria esperienza».

Firenze – MUSEO NAZIONALE DEL BARGELLO, 4-5 luglio 2015

Mariagiovanna Grifi

VIAGGIO DEL PENSIERO AFFABULANTEdi e con Marco Baliani; Produzione: Fondazione Teatro della Toscana.