Amedeo Amodio mette in scena la “Carmen” di Merimée sul palcoscenico della Versiliana.

La diva internazionale della danza, Eleonora Abbagnato, étoile dell’opera di Parigi, è ospite per la prima volta a La Versiliana Festival. Il 18 luglio la ballerina è la sensualissima e bellissima “Carmen”, protagonista del balletto in due atti tratto dall’omonimo romanzo di Prosper Merimée.

Il sipario si apre sulla musica vivace e spagnoleggiante di Georges Bizet. Un gruppo di spagnole, con gonne lunghe, pizzo e fiori sistemati sui capelli, danzano sulle note del compositore francese. I soldati le guardano e ballano con loro. È un incipit vivace, colorato ed entusiasmante, che permette di entrare immediatamente nella vicenda di “Carmen”, della quale è già annunciata la tragedia; un flashforward di quello che sarà il finale è mostrato subito all’inizio del balletto, come per far conoscere il triste destino di Carmen e Don Josè anche ad un eventuale pubblico estraneo alla storia. A conferma di ciò, subito dopo, Eleonora Abbagnato fa la sua comparsa in scena, in un assolo delicato e struggente; nel suo semplice abito nero non tiene troppo nascosti né il finale tragico, né la sua sensualità.

Il romanzo di Merimée, come l’opera musicata da Bizet, vede la luce nel pieno ‘800; ne emergono elementi tipici del fervore romantico, quali l’esotismo e lo spirito d’avventura, la passione e l’amore contrastato, ma è anche estremamente moderno nell’introdurre una protagonista sovversiva, che si contrappone alle creature angelicate a cui il pubblico era abituato e che porta in scena un’esuberanza e una ribellione ai canoni della moralità e del perbenismo, elementi che prima, in teatro, erano appannaggio non della prima, ma della seconda donna. Nel XIX secolo il successo dell’opera è indiscusso, ma non nell’immediato; al contrario di un uomo, una donna fuorilegge, facile, perturbante, non può essere ancora considerata un’eroina, non può essere accettata dalla patina etica che avvolge la società dei benpensanti, tanto meno se è una zingara, cioè se appartiene ad uno di quei gruppi sociali che gli stessi benpensanti vogliono dominare e controllare.

Nel mondo di oggi le cose non sono poi tanto cambiate: una Carmen, una rom, una donna che vive di espedienti, per quanto affascinante e ammaliante, avrà ancora difficoltà ad essere presa sul serio. La Abbagnato non lascia alcun dubbio. L’impeccabilità tecnica e un’altrettanto impeccabile espressività del viso la rendono oggetto di tutti gli sguardi, una vera e propria Carmen che, tuttavia, anche dopo la morte rimane indimenticabile. Come l’opera di Bizet, anche il balletto di Amodio è squisitamente nuovo, mescolando la danza classica su punte e mezze punte ad una danza contemporanea a piedi nudi e ad una mimica davvero notevole. Per quanto riguarda l’accompagnamento musicale, le voci sono eliminate, tutto a favore della danza, che colma l’assenza di ogni spiegazione o parola. I costumi e la musica rendono bene l’idea della storia ma sono adattati alla performance da Luisa Spinatelli e Giuseppe Calì. Un soggetto immortale, ben rinnovato, che arriva al pubblico del Duemila, entusiasta come quello del secondo Ottocento.

Marina di Pietrasanta – TEATRO LA VERSILIANA, 18 luglio 2015.

Benedetta Colasanti

CARMEN – Regia e coreografia: Amedeo Amodio; interpreti: Eleonora Abbagnato, Michele Satriano, Silvia Accardo, Giorgia Calenda, Giovanni Castelli, Susanna Elviretti, Alexandre Gasse, Virginia Giovannetti, Giacomo Luci, Gloria Malvaso, Marco Marangio, Valerio Marisca, Flavia Morgante, Nicolò Noto, Giovanni Perugini, Valerio Polverari, Susanna Salvi; musiche: Georges Bizet; adattamento e interventi musicali originali: Giuseppe Calì; scene e costumi: Luisa Spinatelli; luci: Bruno Ciulli; produzione: Daniele Cipriani Entertainment; assistente alla coreografia: Stefania Brugnolini.