Tra i tanti nomi stranieri illustri giunti quest’anno al Napoli Teatro Festival Italia vi è anche quello di William Kentridge, ai più famoso per le sue opere che adornano il metro dell’arte di Toledo. La sua anima essenzialmente e letteralmente “artistica” la si legge e percepisce anche in questo lavoro teatrale: Ubu and the Truth commission.

Ubu è un’opera del 1997 che nasce dalla collaborazione del regista sudafricano con la celebre Handspring Puppet Company. Indubbiamente le marionette – guidate da Gabriel Marchand, Mandiseli Maseti e Mongi Mthombeni – sono protagoniste dello spettacolo al pari degli attori: David Minnaar e Busi Zokufa. Interpreti e marionette si muovono su questa tanto scarna quanto versatile scena: un tavolo, una poltrona, una cabina di volta in volta incarnano più luoghi e oggetti; fissa invece è alla sinistra dello spettatore la posizione di un pappagallo in legno, che interviene quando ritiene opportuno. La storia, come si desume dal titolo, è ovviamente ispirata all’Ubu Roi di Alfred Jarry, pièce rivoluzionaria che nel 1896 segnò, innovandola, la storia del teatro, introducendo la filosofia patafisica carica di ironia, assurdo, audacia, nonsense. Kentridge trasporta le vicissitudini familiari e politiche di questo re corrotto e logorato dal suo stesso ruolo, nell’Africa dell’Apartheid, perdendo così, nonostante la presenza delle figure marionettistiche e i bellissimi video di disegni a carboncino, l’essenziale nonsense dell’opera di Jarry. I video – che assurgono a funzione di coro raccontando per immagini il già stato e il non detto –  incantano, Ubu-David recita per tutta la durata dello spettacolo in mutande e canottiera, l’immagine è senza dubbio buffa, e di tanto in tanto strappa qualche risata, ma la messinscena, seppur ben architettata, svuotandosi dell’assurdo perde in appeal divenendo noiosa. L’Ubu di Kentridge non appassiona e non convince, ma soprattutto non coinvolge.

Mariarosaria Mazzone

Napoli Teatro Festival Italia

Teatro Mercadante

09/07/2016

REGIAWILLIAM KENTRIDGE
TESTO JANE TAYLOR
MARIONETTE ADRIAN KOHLER
ANIMAZIONE WILLIAM KENTRIDGE
SCENE ADRIAN KOHLER, WILLIAM KENTRIDGE
COSTUMI ADRIAN KOHLER
LUCI WESLEY FRANCE
SUONO WILBERT SCHUBEL
MUSICA WARRICK SONY, BRENDAN JURY
COREOGRAFIA ROBYN ORLIN
CON DAWID MINNAAR, BUSI ZOKUFA
E CON/ GABRIEL MARCHAND, MANDISELI MASETI, MONGI  MTHOMBENI
PRODUZIONE
HANDSPRING PUPPET COMPANY
IN COPRODUZIONE CON EDINBURGH INTERNATIONAL FESTIVAL (UNITED KINGDOM), THE TAIPEI ARTS FESTIVAL AND TAIPEI CULTURE FOUNDATION (TAIWAN), FESTIVAL DE MARSEILLE _ DANSE ET ARTS MULTIPLES (FRANCE), ONASSIS CULTURAL CENTRE (GREECE), CAL PERFORMANCES BERKELEY (USA), BOZAR BRUSSELS (BELGIUM)
CON IL SOSTEGNO DI NATIONAL ARTS FESTIVAL, SOUTH AFRICA