A Tonino Napoli non va più di stare tra gli uomini, e decide di farla finita nel modo più eclatante e anticonvenzionale possibile: si barrica sul terrazzo di casa e, in compagnia di un suo sodale inconsapevole, un rumeno che vive nella cuccia del cane, decide di farsi “investire” da un aereo kamikaze. Questo il plot del monologo di Roberto Russo che Agostino Chiummariello interpreta e dirige con divertente piglio e che rappresenta un ulteriore testimonianza della versatilità di Russo come autore che esce fuori da qualsiasi cliché e stereotipo, rinnovandosi nel linguaggio e nei temi ad ogni suo copione. Il brioso apparente non sense del testo, assecondato irresistibilmente da Chiummariello, ha momenti di spiazzante ironia, come l’apparizione in scena di Antoine, che intona la canzone di cui Russo ha scritto i versi e che rappresenta un ulteriore atto d’accusa del protagonista, questa volta nei confronti di Napoli e del suo malcostume. Dietro il malessere di Tonino si nascondono verità universali, quali l’insoddisfazione che accomuna gli uomini contemporanei, soprattutto quelli appartenenti alla generazione dei cinquantenni, tanto da ricordare il malessere di Zio Vanja, il protagonista dell’omonimo dramma di Cechov, con i suoi gridi di dolore sterili, ed i suoi atti d’accusa verso l’altro, ritenuto responsabile dei suoi fallimenti. Ma il testo è anche una divertente satira politica, leggera, pur se non innocua, con chiari riferimenti all’attuale gestione del capoluogo partenopeo ed a recenti avvenimenti che l’hanno caratterizzata. Alla fine la partita fra Tonino e la sua città, come suggerisce il titolo, non ha ne’ vincitori ne’ vinti, ma termina con la parità ferma allo zero, e la speranza non riesce a farsi strada.

Napoli, Nuovo Teatro Sancarluccio – 15 febbraio 2015

Gianmarco Cesario

TONINO – NAPOLI: ZERO A ZERO

di Robetrto Russo

regia ed interpretazione di Agostino Chiummariello