Al Teatro della Pergola gli spettacoli del Workcenter of Jerzy Grotowski e Thomas Richards.

Tre le serate dedicate ai lavori del Workcenter of Jerzy Grotowski e Thomas Richards, con “L’Heure fugitive” e “The Underground: a response to Dostoevsky”, andati in scena rispettivamente il 1 e il 2 e il 3 novembre al Teatro della Pergola per la regia di Thomas Richards. Entrambi presentati in prima nazionale, hanno visto sul palco Cécile Richards ne “L’Heure fugitive” e i membri della Focused Research Team in Art as Vehicle con “The Underground: a response to Dostoevsky”; il primo andato in scena in lingua francese e il secondo in lingua inglese con sopratitoli in italiano.

Nato nel 1986 a Pontedera come Istituto creativo di educazione permanente per artisti adulti, grazie alla collaborazione di Jerzy Grotowski, dopo la sua morte la direzione artistica è passata a Thomas Richards e a Mario Biagini in qualità di direttore associato. Entrambi continuano a promuovere la ricerca sulle arti performative e hanno dato vita, negli anni, a due gruppi di lavoro: il Focused Research Team in Art as Vehicle diretto da Thomas Richards e Open Program diretto da Mario Biagini, tutti e due costituiti da persone provenienti da nove nazionalità diverse. Nello specifico, il Focused Research Team in Art as Vehicle continua a svilupparsi nel campo dell’arte come veicolo. Il loro approccio si basa su antichi canti di tradizione e col passare degli anni continua ad esplorare il modo in cui le potenzialità in questo ambito possono esistere non solo nelle diverse sfaccettature di eventi performativi, ma anche nella vita quotidiana.

I lavori da loro proposti hanno visto sul palcoscenico, per l’anteprima “L’Heure fugitive”, l’attrice Cécile Richards, unica protagonista dello spettacolo da lei stessa ideato. La incontriamo mentre veste i panni di una donna che sembra trovarsi faccia a faccia col proprio incontenibile bisogno di rivoluzione. Sappiamo solo che il suo nome è Madame M., che sta per Mélusine, che significa Meraviglia o foschia marina. In una notte d’estate Madame M. passeggia in una vasta foresta, ma improvvisamente vede in lontananza una fontana, che sembra invitarla ad immergersi, facendole scorgere tutto a un tratto il suo amante invisibile. Molto diversa la trama di “The Underground: a response to Dostoevsky”, che ha visto in ordine di apparizione lo stesso regista Thomas Richards, Tara Ostiguy, Jessica Losilla-Hébrail, Guilherme Kirchheim nel ruolo del Nostro Eroe, Antonin Chambon, Bradley High, Benoit Chevelle e Sara Mantoya. Questa seconda storia sembra affrontare il proscenio nelle sembianze di ‘quarta parete’, sfocata via via tanto che il regista è trascinato sul palco come una parte integrante della propria creazione.

Due spettacoli ben scritti e ben recitati, che esaminano territori nascosti animati da bisogni esistenziali di difficile realizzazione. Per quanto originali entrambi i soggetti, si fatica spesso a trovare un filo conduttore, che sembra scivolare via come le vite raccontate dagli stessi attori sulla scena. Difficili da comprendere anche gli intermezzi intonati tra una battuta e l’altra; per quanto utilizzati come strumento alla recitazione, peccano per certi versi di ridondanza e offuscano il disegno globale degli spettacoli.

Firenze – TEATRO DELLA PERGOLA, 1-3 novembre 2017.

Mara Marchi

L’HEURE FUGITIVERegia: Thomas Richards; Interpreti: Cécile Richards.

THE UNDERGROUND: A RESPONSE TO DOSTOEVSKY – Regia: Thomas Richards; Assistenti alla direzione: Cécile Richards e Jessica Losilla-Hébrail; Interpreti: Tara Ostiguy, Jessica Losilla-Hébrail, Thomas Richards, Guilherme Kirchheim, Antonin Chambon, Bradley High, Benoit Chevelle e Sara Mantoya.

Foto: Ken Reynolds.