Il BdS porta in scena i più celebri passi a due del balletto classico alla 70esima Estate Fiesolana.

Pensare alla danza classica è un po’ come pensare ai più grandi pas de deux che ne hanno scritto la storia; gli estratti dei più celebri balletti diventano collocabili nel racconto cui appartengono fin dalle prime note del leitmotiv che introducono i due danzatori. In occasione della 70esima Estate Fiesolana, il Balletto di Siena ha portato sul palcoscenico dello storico anfiteatro romano proprio le parti più celebri dei balletti più significativi del balletto classico: “Bella Addormentata”, “Schiaccianoci”, “Le Corsaire”, “Esmeralda”, “Diana e Atteone” e, ovviamente, “Don Chisciotte”.

Ad aprire questo excursus nei passi a due di repertorio, la coda finale del Corsaro, balletto ispirato al poema di Byron e creato da Mauris Petipa nel 1899 a San Pietroburgo su componimento di Adolphe Adam. Il balletto nel corso degli anni, dalla sua prima volta nel 1856 a firma di Joseph Mazilier per l’Académie Royale de Musique, è stato presentato in diverse varianti, dalla versione di Jules Perrot del 1858, a quella di Agrippina Vaganova del 1931, fino ad arrivare alla più recente rivisitazione ad opera del coreografo russo Yuri Grigorovich del 1994. In tantissimi, nella storia del balletto, si sono cimentati nel ruolo di Alì, schiavo del corsaro Conrad, e dell’eroina Medora: da Svetlana Zakharova con Dmitry Semionov, Alina Cojocaru con Yonah Acosta, Marianela Núñez con Thiago Soares, solo per citarne alcuni, ma senza dubbio la versione che torna alla mente già dall’ingresso dello schiavo sul palcoscenico, è quella di Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn, che la interpretarono per la prima volta il 3 novembre 1962. Il balletto di Siena propone la versione originale del pas de deux; molto abili i due danzatori nella proposta di questo estratto che mette entrambi i danzatori davanti a numerose difficoltà tecniche: dal manège di jeté en tournant della variazione dello schiavo, alla diagonale iniziale di Medora costruita su una serie di giri (piqué, soutenu, attitude e pirouettes en dendans), fino alla coda finale con i 32 fouettés per lei e i giri alla seconda per lui.

Lo spettacolo è andato avanti proponendo, ancora, il pas de deux del II atto (scena seconda) di “Schiaccianoci”. Un classico dei classici il pezzo del Principe e della Fata Confetto, già a partire dall’inconfondibile musica un po’ “incantata” che Tchaikovsky compose seguendo attentamente le indicazioni del coreografo Petipa. Autentico passo a due che comprende l’entrata dei due protagonisti, la variazione del ballerino prima e quella della Fata a seguire e, in chiusura, la solenne coda. Immancabile “must”, il passo a due di “Bella addormentata” (secondo balletto al quale lavorò il compositore russo, il primo è “Lago dei cigni”) in cui i promessi sposi, Aurora e il Principe, danzano nella grande sale della reggia davanti a tutti gli invitati, i personaggi fiabeschi di Perraut (Cenerentola, il gatto con gli stivali e la gatta bianca, il lupo e Cappuccetto Rosso, Hop-o’-My-Thumb, i suoi fratelli con l’orco e l’uccellino azzurro).

Tra la rievocazione dei passi a due più celebri, non poteva mancare l’ardente e passionale “Don Chisciotte” in chiusura. Il balletto, ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes, propone le avventure del celebre hindalgo accompagnato dal fedele scudiero Sancho Panza. Kitri, figlia dell’oste, è corteggiata da Basilio, ma il loro amore è inizialmente ostacolato dal padre di lei il quale vorrebbe sistemarla con il ricco del paese Gamache. Il grand pas de deux finale è la coronazione del loro amore dopo una serie di peripezie tra cui l’inganno di Basilio di fingersi in punto di morte affinché l’oste possa finalmente sposarli. Un passo a due che richiede, oltre a una forte tecnica, grande carisma e una marcata presenza scenica. Kitri è una donna affascinante e sicura di sé, fin dallo sguardo deve trasmettere seduzione e schiettezza. Oltre all’aspetto interpretativo, colei che deve cimentarsi in questo ruolo, deve avere una forte padronanza del proprio corpo in quanto la sua parte prevede numerosi equilibri, velocità ma anche tenute, la presenza di un ventaglio nel corso della variazione e gli immancabili 32 fouettés finali, virtuosismo che per alcune prevede anche il cambio di fronte e giri doppi. Un bel viaggio nei più famosi balletti di repertorio quello presentato dal BdS nella serata del “The great pas de deux” con il riallestimento coreografico di Marco Batti, direttore artistico della compagnia.

Firenze – TEATRO ROMANO DI FIESOLE, 3 luglio 2017

Laura Sciortino

THE GREAT PAS DE DEUXriallestimento coreografico: Marco Batti; costumi: Jasha Atelier; con: i solisti del Balletto di Siena.