Aterballetto presenta la sua trilogia in una sola serata a Fabbrica Europa.

“The Spirits/ Tempesta”: il corpo fisico è un luogo di relazioni

tempesta_the_spiritsSei danzatori interagiscono a coppie in una coreografia che evidenzia i contrasti. La Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto è accolta alla XXIIᵃ edizione di Fabbrica Europa in una sala gremita di spettatori e grandi esponenti della danza contemporanea italiana, tra cui il maestro Virgilio Sieni. Luce e buio, ritmo incalzante e sempre crescente di momenti musicali contrapposto a gesti che lasciano sospesi i corpi in lentissimi, talvolta anche impercettibili, movimenti, dunque anche staticità e dinamismo, dialoghi di coppie contrapposte a un linguaggio di gruppo.  Il lavoro della coreografa Cristina Rizzo esalta il concetto di relazione che presuppone la presenza di almeno due soggetti per definirsi tale: lontano dal pensiero di individuo che agisce solo nel contesto, il primo momento di Aterballetto si concentra prevalentemente sull’immagine di coppie di danzatori, ognuna delle quali è indipendente dall’altra, almeno fino al punto più alto della rappresentazione: la fine. I “legami” portati in scena in una danza che assume gli aspetti di un mantra sono veri e propri rapporti fisici: non solo corrispondenza di passi tra il danzatore e la sua compagna, ma continue e reciproche relazioni di corpi che si uniscono in delle vere e proprie torsioni. Il significativo disegno di luci di Carlo Cerri, evoca l’imbrunire e chiude i primi 22 minuti di rappresentazione: i sei danzatori sembrano essere finalmente diventati un unico gruppo, ma immediati canoni a coppie permettono di comprendere che il gioco coreografico iniziale non è in verità mai cambiato. Damiano Artale, Johanna Hwang, Philippe Kratz, Ivana Mastroviti, Roberto Tedesco e Serenza Vinzio continuano a muoversi anche oltre la composizione musicale e ricevono lunghi applausi per aver dimostrato soprattutto l’indiscussa tecnica che giustifica, fuori da ogni dubbio, il loro primato nazionale.

“E-ink”: la connessione dei particolari attraverso una legge arbitraria

2. Aterballetto, e-ink di Michele Di Stefano  (RIC.CI), foto di Nadir BonazziLa coreografia di Michele Di Stefano che segue i 22 minuti di “The Spirits/Tempesta”, viene presentata in prima nazionale proprio in occasione di Fabbrica Europa. “E-Ink” è il duetto di Damiano Artale e Philippe Kratz, che danzano in scarpe da ginnastica e tuta bianca con la stampa di una grande e ben visibile “E”. Un lavoro geniale che gioca su movimenti talvolta meccanici, sulle vibrazioni che scuotono letteralmente il danzatore, ma anche su sospensioni che sembrano far fluttuare il corpo nello spazio. Inizialmente non c’è interazione tra i due ballerini che danzano nello stesso momento ma in maniera autonoma. C’è una mescolanza di significati, di contenuti e di espressioni che si realizza nella successione di immagini che ora non sembrano essere controllate da regole precise, ora rappresentano perfetti richiami coreografici.  C’è una legge arbitraria alla base della composizione che sfrutta il concetto di spaesamento insieme a quello di precisione, e permette alla tecnica e all’idea di abbandono di essere parte dello stesso movimento. È un vero e proprio atto creativo il secondo momento di Aterballetto attraverso cui Michele Di Stefano ha potuto riallestire il lavoro di esordio della compagnia Mk che ha debuttato nel 1999 ed è andato avanti con oltre settanta repliche in Italia e all’estero. “E-Ink” è la rappresentazione di una mescolanza i cui elementi sono percettibili anche se non del tutto distinguibili, ma non si può parlare di una vera e propria “confusione”, se non in riferimento ai rumorosi e lunghi applausi che ha ricevuto alla fine.

“Upper- East-Side”: un caos apparente

3. Arteballetto, Upper East Side di Michele Di Stefano, A.AnceschiA chiudere la trilogia di Aterballetto è un’altra coreografia di Michele di Stefano che dopo “E-Ink” presenta un lavoro nato in occasione del Festival Aperto – Reggio Emilia: “Upper-East-Side”. Nove danzatori che attraverso il movimento possono esplorare lo spazio nella sua definizione di luogo a cui appartengono certi contenuti.  C’è un grande dinamismo sul palcoscenico da cui arriva l’immagine di un caos che però ha un suo ordine oltre che una logica. Si è sempre dentro o fuori, non solo dalle quinte, ma dagli stessi gesti che animano la scena; i ballerini hanno piena padronanza del proprio corpo riuscendo a tenere al massimo un movimento che poi abbandonano e lasciano andare. C’è sempre una vicinanza tra i soggetti che danzano, una prossimità, un contatto che poi diventa relazione, interazione che permette di definire una certa geometria delle forme, ma anche sensazione di disordine con più centri d’attenzione. I movimenti vengono riproposti come un’anafora all’interno della lunga frase coreografica e la somma dei tanti elementi che hanno delle specificità permettono di generare un sistema regolato da dei principi lontani dall’iniziale sensazione di caos. Così Michele Di Stefano sembra voler definire il concetto di paesaggio utilizzando la danza come il mezzo esplorativo o meglio, come una condizione ambientale.

Aterballetto riconferma anche con questa trilogia presentata alla XXIIᵃ edizione di Fabbrica Europa una propria superiorità artistica e l’esempio di un’ eccellenza di danza contemporanea che può davvero vantare il primato in Italia.

Firenze – STAZIONE LEOPOLDA, 12 maggio 2015

Laura Sciortino

TEMPESTA/THE SPIRITS –  Fondazione nazionale della Danza Aterballetto. Coreografia: Cristina Rizzo; interpreti: Damiano Artale, Johanna Hwang, Philippe Kratz, Ivana Mastroviti, Roberto Tedesco, Serena Vinzio;  ideazione costumi: Cristina Rizzo; Musiche: autori vari; consulenza sonora e mixage: Spartaco Cortesi; Luci: Carlo Cerri; Realizzazione costumi: Sartoria Aterballetto.

E- INK – Fondazione nazionale della Danza Aterballetto. Coreografia: Michele Di Stefano; interpreti: Damiano Artale, Philippe Kratz; musica: Paolo Senigallia; luci e abiti: Sartoria Aterballetto/Francesca Messori; uno spettacolo di: mk riallestito per RIC.CI; produzione: mk, Fondazione Nazionale della danza/Aterballetto, Fabbrica Europa Fondazione fabbrica Europa per le arti contemporanee;  in collaborazione con: Amat – associazione marchigiana attività teatrali, Arteven Circuito teatrale Regione Veneto, teatro Pubblico Pugliese; in coproduzione con: Fondazione del teatro Grande di Brescia, Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee, Fondazione teatro Scuola Paolo Grassi, Fondazione Ravenna manifestazioni, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado”, Torino Danza | Fondazione teatro Strabile di Torino.

UPPER-EAST-SIDE – Fondazione nazionale della Danza Aterballetto.  Coreografia: Michele Di Stefano; interpreti: Daniele Ardillo, Hektor Budlla, Alessandro Calvani, Marietta Kro, Ivana Mastroviti, Riccardo Occhilupo, Roberto Tedesco, Serena Vinzio, Chiara Viscido; Musica: Lorenzo Bianchi Hoesch; Disegno luci: Carlo Cerri.