Dieci titoli e un solo tema, sfide, per i venticinque anni della celebre istituzione toscana.

Con la prima regionale del monologo “Le parole di Rita”, in cui una straordinaria Giulia Lazzarini ha reso omaggio a una delle più grandi donne del Novecento, Rita Levi Montalcini, si è inaugurata la stagione 2016-2017 del Teatro delle Donne di Calenzano. Una stagione importante, che segna i venticinque anni della celebre istituzione toscana e che per questo è dedicata al tema delle “sfide”. Perché una sfida è stata quella del gruppo di autrici, registe e attrici, prima fra tutte Dacia Maraini, che ha creduto e si è impegnato nella creazione di un centro di drammaturgia delle donne ormai riconosciuto a livello internazionale. Non solo. Da quindici anni il Teatro delle Donne gestisce con successo la stagione al Teatro Manzoni di Calenzano, uno spazio di poco più di centotrenta posti che è diventato un punto di riferimento nel panorama teatrale italiano e che può vantare una programmazione sempre attenta alla drammaturgia contemporanea e all’innovazione e dove ai dieci titoli della stagione si affianca la rassegna di Teatro Ragazzi e quella di nuovo teatro What’s Up! (a maggio).

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Dieci titoli che affrontano tematiche di estrema attualità come guerre, alluvioni, pericolo atomico, terrorismo, e nel contempo mettono in luce gli inconsapevoli eroi del nostro tempo perché possano essere un esempio per tutti: a nomi ben noti come Rita Levi Montalcini o Don Milani, si affiancano le vittime delle guerre di oggi, come la giovane maestra algerina protagonista del racconto “La donna fatta a pezzi” del premio Nobel Assia Djebar, messo in scena da Filippo Renda e Antonio Fazzini (da giovedì 27 a domenica 30 aprile 2017). Una vicenda che trae spunto da una storia realmente accaduta ad Algeri, durante la guerra civile, e che diventa l’occasione per affrontare il tema del terrorismo, della violenza cieca che attacca le scuole, testi (anche i più conosciuti), insegnati. O, ancora, donne testimoni di realtà difficili come quelle a cui dà voce Elena Arvigo in “Monologhi dell’atomica”, testo tratto dal romanzo di Svetlana Aleksievich “Preghiera per Cernobyl” e dalle testimonianze raccolte da Kyoko Hayashi in “Nagasaki”. Al centro due eventi simbolo della distruzione e della morte nucleare come Hiroshima e Chernobyl  (sabato 4 e domenica 5 marzo 2017).

Quasi tutti gli spettacoli sono prime regionali e nazionali. Dopo il già citato monologo di Giulia Lazzarini, altra prima nazionale con “Il bambino sogna” di Hanoch Levin, massimo autore israeliano che, con la compagnia Afrodita di Tel Aviv, si interroga su come sopravvivere al furore e alla rabbia del mondo esterno. Nuova produzione anche per “Trincea di signore” dell’autrice calenzanese Silvia Calamai, dedicato al 50° anniversario dell’alluvione di Firenze e che dopo essere stato presentato in anteprima al Bargello arriva in teatro con un nuovo cast composto da Monica Bauco e Daniela Morozzi (17 febbraio 2017). Una novità anche lo spettacolo di Eugenio Nocciolini e Gabriele Giaffreda, “Il disobbediente”, che coinvolgerà i giovani allievi della CalenzanoTeatroFormazione (da quest’anno diretta da Andrea Nanni) in una riflessione su Don Milani a San Donato (da giovedì 6 a domenica 9 aprile 2017). Seguono tre prime regionali con “Masculu e fiammina” di Saverio La Ruina (28 gennaio 2017); “Mio eroe”, in cui Giuliana Musso dà voce alle madri di cinquantatré militari italiani caduti in Afganistan (25 febbraio 2017); “Io sono Misia”, in cui Lucrezia Lante della Rovere interpreta la musa ispiratrice di Picasso, Proust, Cocteau, Debussy, Ravel (18 marzo 2017).

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E per i più piccoli è già in scena Favole & Merenda, curato da Giulia Aiazzi. Ed è dedicato anche a loro “Il piccolo principe o l’aviatore” di Samuele Boncompagni da Antoine de Saint-Exupéry per la regia Amanda Sandrelli (30 dicembre 2016). Una storia per ragazzi, ma soprattutto per gli adulti che non si sono mai dimenticati completamente di essere stati bambini. L’allestimento ha visto in scena un narratore/aviatore accompagnato da una piccola orchestra a cui è affidato non solo il compito di sottolineare con le atmosfere musicali i vari momenti della storia, ma anche quello di raccontarne delle parti importanti attraverso nove “canzoni”. Il tutto è impreziosito dalla proiezione delle illustrazioni disegnate da Alvalenti, affermato grafico, illustratore e umorista senese. Un racconto, un concerto, un intreccio tra musica, teatro di narrazione e immagini, ma anche un gioco in cui tutti sono invitati a ricordare, a raccontare, a disegnare.

Per tutte le informazioni: www.teatrodelledonne.com

Lorena Vallieri