Il nuovo album di Donatella Alamprese e Marco Giacomini è un “viaggio” sulla riva destra del Rio de la Plata.

Appassionata, sicura di sé, determinata: è la voce di Donatella Alamprese nel nuovo album “Tango sin Carmìn” realizzato insieme a Marco Giacomini. I sentimenti di Buenos Aires sono cantati in tutte le sue sfumature, in tutti i suoi sottilissimi dettagli, in una vera e propria narrazione che rievoca con nuove riprese, storie senza tempo.

L’ultimo progetto discografico del duo Alamprese-Giacomini si fa un po’ portavoce di quelle che sono state le evoluzioni del genere argentino durante il corso dello scorso secolo. Il “tango senza rossetto” è un viaggio nella storia, un percorso che passa per le passioni dei suoi protagonisti, una carrellata di emozioni autentiche. La cantante lucana soffre, ama, piange ma soprattutto sente quei dolori dell’animo che restano irrisolti; le sue sono delle dichiarazioni, autoassoluzioni più che riscatti, sono il mezzo attraverso cui rievocare una memoria, il racconto che non teme l’uso di “arma” come la parola.

donatella alamprese“Alfonsina y el mar” è forse uno dei brani più belli di “Tango sin Carmìn”. Il brano è dedicato alla poetessa argentina Alfonsina Storni Martignoni vissuta tra la fine dell’Ottocento e i primi anni quaranta del Novecento; si celebra una donna “anticonformista”, una voce fuori dal coro di una società chiusa e legata alle regole del buon costume. Questo brano è dedicato a colei che seppe opporsi ai pregiudizi e ad una finta morale borghese scagliata con naturale attitudine verso chi, come lei, era una ragazza-madre costretta a crescere un figlio fuori dal matrimonio. L’omaggio va a questa argentina morta suicida in mare, attiva esponente del postmodernismo e coraggiosa giornalista di schieramento socialista. Tra le donne realmente vissute che riempiono di un mai scontato progetto questo nuovo album, si trova anche un riferimento a Eladia Blazque, la cantante, compositrice e autrice che ha segnato importanti cambiamenti del genere proprio sul finire dello scorso secolo.  Un excursus in rosa verrebbe da dire – anche se parlando di tango si dovrebbe più pensare “in rosso” – che permette alla Alamprese di prendere esempio, lasciarsi ispirare. Questo è anche il caso che lega la cantante al lavoro della poetessa contemporanea Marta Pizzo, ideatrice del testo “El Puente”. L’idea di questo brano è un po’ quella di un abbraccio, ma di una presa tanto forte da far sollevare i piedi da terra. Il trasporto e l’abbandono ai sentimenti sono le due sensazioni che fanno immaginare un volo o qualcosa di tanto leggero da rimanere sospeso in aria.

alamprese_donatella.3jpgC’è molta attenzione da parte della Alamprese ai personaggi femminili da cui è possibile cogliere un qualche insegnamento per il coraggio, il valore, la forza. Certe donne hanno dimostrato con il loro vivere, spesso controcorrente, di poter divenire un modello ispiratore di un’arte di cui hanno fatto – e fanno ancora – parte.  “Yo soy Maria” è un altro pezzo che si lega a questa catena “al femminile”, a quella “Maria di Buenos Aires” protagonista dell’opera di Astor Piazzolla e Horacio Ferrer, eseguita per la prima volta nel 1968. È la vicenda di una prostituta che si innamora del ritmo del tango venendone letteralmente sedotta. In questa nuova versione si continua a sentire tutto il fascino e la provocazione di una donna solo apparentemente forte per quei tratti che ricordano una perfetta femme fatale. Romantica e ardente insieme è la chitarra di Marco Giacomini, possente, decisa, la voce dell’artista lucana.

L’omaggio al maestro e musicista Piazzolla continua anche in “Chiquilìn di Bachin”, ricordando soprattutto gli anni di quel particolare fermento artistico in cui vennero un po’ riscritti i codici della canzone argentina. Al centro della composizione, di nuovo i bassifondi della società, un ragazzo di strada, l’indifferenza sociale negli anni del dopoguerra.

“Tango sin carmìn” è già stato presentato sabato 16 gennaio presso l’Istituto di Lingua e cultura italiana a Firenze, il 2 gennaio presso la Galleria Civica di Potenza e sabato 12 dicembre alla Libreria delle Donne di via Fiesolana (Firenze).

Donatella Alamprese e Marco Giacomini hanno realizzato un lavoro artisticamente molto forte perché nasce dallo studio, approfondito e documentato, di una tradizione. Alla cultura che col tempo inizia sempre più a radicarsi nel profondo dello spirito, si aggiunge la passione di chi crede in ciò che fa, lo vive. Il tango è davvero preso nella sua «verità, nudità, essenza», il tango qui, è qualcosa che assomiglia davvero alla vita.

Laura Sciortino