Lo straziante assolo di Laura Cioni nel testo scritto insieme alla drammaturga fiorentina Chiara Guarducci.

12321546_932618770163030_6337777755600816273_nUna realtà troppo poco conosciuta da chi con il cibo ha un rapporto sereno, i disturbi alimentari colpiscono un numero sempre maggiore di persone, soprattutto adolescenti. Difficile rivelarne le dinamiche, i tormenti, le venature nascoste, i furori, il controllo, l’attesa. Difficile spiegare come ogni alimento, seppur amato e desiderato, possa diventare un acerrimo nemico, come si voglia estirpare la fame, bisogno primario per eccellenza, fino ad avere un solo, unico, obiettivo: scomparire, pian piano, nel consumarsi progressivo di anima e corpo. “Senza” di Laura Cioni e Chiara Guarducci, in scena nella Sala del Capitolo de Il Fuligno di via Faenza a Firenze, riesce a condensare in un monologo interiore disarmante, e a tratti grottesco, persino “divertente”, i conflitti di chi, sola, indifesa, spaurita, contratta, rinchiusa in una prigione impalpabile (qui metaforizzata dai piatti vuoti che circondano l’attrice), lotta ogni istante con mostri immaginari che, invece di fagocitarla, cercano invano di farsi inghiottire. Il vomito è l’unica via di liberazione dal dolore, purificazione tramite “svuotamento”.

12341475_932618130163094_5110714028526245393_nL’ossessione del pensiero, del dire, del fare, del decidere. Avere tutto sotto controllo, in una ipertensione fino al punto di perdersi e non ritrovarsi mai veramente: «mi sono chiusa dentro, talmente dentro che non risalgo». Un testo intenso, profondo, scritto a quattro mani, che ci trasporta dentro il triste mondo interiore e incompreso di chi soffre di disturbi alimentari e che ce lo racconta in modo semplice, metaforico, tra la poesia e la favoletta, ma anche terribilmente immediato, crudo, schietto, vero. In scena la stessa Laura Cioni si rivela un’attrice straordinaria, dotata di più registri espressivi, emotivo, fisico e vocale, che alterna con misura e garbo; calata completamente nel senso di morte e godimento che il cibo può provocare, dà vita a una sorta di soldato, in divisa rossa fiammante, custode di rabbia e delusioni, pronto a combattere solo per scaricare la propria aggressività, incapace di difendersi davvero perché il suo nemico, quel dolore lancinante, non si vede.

Firenze – IL FULIGNO, 11 dicembre 2015

Mariagiovanna Grifi

SENZAMonologo teatrale di Laura Cioni e Chiara Guarducci. Interprete: Laura Cioni.