Al Teatro Fabbricone di Prato la rilettura del “Re Lear” shakespeariano diventa un’occasione per divertirsi e riflettere sulla nostra contemporaneità.

La compagnia Nina’s Drag Queens, nata nel  2007 presso il Teatro Ringhiera di Milano, riunisce attori e danzatori che hanno trovato nel personaggio della drag queen la propria chiave espressiva e nella rilettura dei grandi classici il proprio specifico teatrale. Basti pensare a “DragPennyOpera”, spettacolo ispirato a “The Beggar’s Opera” di John Gay e allestito qualche anno fa al Teatro Fabbricone di Prato. Su quello stesso palcoscenico è stata recentemente presentata “Queen Lear”, un’originale e autonoma rilettura del “Re Lear” di Shakespeare. Lo spettacolo, nato da un’idea di Francesco Micheli, è stato scritto dalla drammaturga inglese Claire Dowie e musicato dal compositore italiano Enrico Melozzi.

Sorprende fin dalle prime battute per il rispetto e la profonda comprensione della tragedia shakespeariana, pur nel suo totale stravolgimento. A fronte di una sinossi facilmente riassumibile – per Lea Rossi, emigrata durante gli anni ’70 nel Regno Unito dove ha aperto un negozio di giocattoli, è arrivato il momento di chiudere l’attività e fare i conti con il decadimento fisico e la senilità, con gli egoismi e le ipocrisie delle figlie, con l’affetto della fedele e sempre presente amica Kent – lo spettacolo racchiude un universo di richiami, rimandi, ammiccamenti alla nostra cultura, problematiche sociali e doti attoriali. Il tutto manipolato con umorismo e con la giusta dose di ironia e autoironia. Senza eccessi, anzi, facendosi apprezzare anche per la sensibilità con cui vengono trattati temi delicati come la vecchiaia, la malattia e la morte.

Riduttiva la formula con cui lo spettacolo viene etichettato: dramma musicale en travesti. “Queen Lear” è molto di più. Certo è un omaggio, lo abbiamo accennato, alla drammaturgia del grande Bardo, evocato attraverso i suoi personaggi (tra cui Prospero protagonista de “La tempesta”). È un tributo alla nostra tradizione teatrale, cinematografica e musicale, con citazioni da “Rigoletto” come dal repertorio dei generi pop ed elettronico fino alla declamazione rap. È un’acuta e sensibile riflessione su temi di grande attualità. Ma è anche e soprattutto un’eccellente prova attoriale. Con quel continuo gioco di doppi che si moltiplica più e più volte. Sul palcoscenico niente è ciò che appare, ciascuno recita la propria parte, eppure sta rappresentando qualcosa di totalmente diverso. Dove finisce la verità e dove inizia la recita? Il confine è sfumato. Ogni finzione, nel nascondere altre finzioni, svela la più profonda natura dell’attore e del personaggio. Una riflessione dunque anche sul teatro. E non si può che concludere con una menzione particolare alla straordinaria Lea di Sax Nicosia.

Prato – TEATRO METASTASIO, 25 gennaio 2019

Lorena Vallieri

QUEEN LEAR – uno spettacolo Nina’s Drag Queens
Testo Claire Dowie da William Shakespeare; musiche originali Enrico Melozzi; ideazione Francesco Micheli; traduzione Michele Panella e Lorenzo Piccolo.

Interpreti e regia Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò.

Scene Erika Natati; costumi Rosa Mariotti; luci Andrea Violato; parrucche Marco’s Wig; incisioni musicali Orchestra Notturna Clandestina, diretta dall’autore; produzione Aparte Soc. Coop., Teatro Carcano, Teatro Metastasio di Prato; produzione musicale Casa Musicale Sonzogno. Con il sostegno di Fondazione Cariplo nell’ambito del progetto fUnder35, Manifattura K, Kone Foundation (FI), Kilowatt Festival, Sorellanza.