Lo Stabile toscano ha partecipato con due spettacoli alle iniziative cittadine per il 70° anniversario della Liberazione.

Il Teatro Metastasio di Prato ha partecipato alle celebrazioni per il 70° anniversario della Liberazione inserendo nel programma di eventi cittadini una serie di iniziative volte a offrire al proprio pubblico sia l’occasione di scoprire “le vie sconosciute del teatro” – con visite guidate animate da attori come Andrea Bacci e Monica Bauco e da scrittori come Tommaso Santi e Simona Baldanzi – che con una piccola anteprima della prossima stagione. Due spettacoli che ci sentiamo di dire accomunati dalla riflessione attorno al concetto di ‘umanità’: “Se ci sei batti un colpo”, scritto per Fabio Mascagni da Letizia Russo; “Quello che rimane”, di Tommaso Santi per la regia di Massimo Bonechi.

quello che rimaneIl primo è un monologo tragicomico che cerca di dare risposta a una domanda tanto provocatoria quanto essenziale: Che senso ha vivere senza cuore? Una domanda reale e metaforica: Franco, il giovane protagonista trentacinquenne interpretato dal poliedrico Fabio Mascagni, è nato senza l’organo vitale, ma riesce comunque a vivere, se non fosse che alla sua mancanza ‘biologica’ equivale una mancanza ‘emotiva’: non è infatti in grado di provare alcun sentimento. Né le religioni, né tutta la scienza e conoscenza del mondo (e simbolicamente il palcoscenico è invaso da pile di libri) riescono a fargli scoprire cosa sia un’emozione e dunque quale sia il senso della vita. Una ricerca che permette alla pluripremiata drammaturga Letizia Russo di indagare certe dinamiche umane, nonché l’anonimato e la solitudine a cui ci costringe la società di oggi.

Direttamente legato al tema della guerra e alle sue conseguenze “Quello che rimane”, una drammaturgia di Tommaso Santi nata dall’intreccio tra il lavoro di ricerca presso il Museo della Deportazione e Resistenza di Prato con le testimonianze orali di chi la seconda guerra mondiale l’ha sperimentata. Per una sera un numero ristretto di spettatori ha rivissuto assieme a Ruggero Casini (interpretato da Andrea Bacci) il dolore di assistere impotenti all’insensibilità della società moderna nei confronti dei ricordi e delle sofferenze che rendono soffocante la vita dei sopravvissuti. La buia e opprimente cantina in cui lo spettacolo si è svolto, l’aria pesante, il basso soffitto e la scomodità delle sedie, assieme alla voce dell’attore, hanno contribuito ad amplificare l’immedesimazione nei sensi di colpa di un ex-bambino ancora incapace di comprendere i rastrellamenti e le deportazioni, la disperazione e la morte che lo circondavano.

Lorena Vallieri

Prato – TEATRO METASTASIO, 8 settembre 2015

SE CI SEI BATTI UN COLPOdi Letizia Russo

Interprete: Fabio Mascagni; regia: Laura Curino; produzione: Stefano Mascagni e ACTI Teatri Indipendenti.

 

Prato – TEATRO MAGNOLFI, 11 settembre 2015

QUELLO CHE RIMANEdi Tommaso Santi

Interprete: Andrea Bacci; regia: Massimo Bonechi; produzione: Spazio teatrale Allincontro in collaborazione con il Museo della Deportazione e Resistenza di Prato.