MASCHERE Giuliana Lojodice premio speciale del Presidente di giuria IMG_8304(2)Il premio Maschere per il Teatro, già premi Olimpici, compie 10 anni e la serata dello scorso 5 settembre, al Teatro San Carlo di Napoli ha offerto l’occasione, al di la della consegna dei riconoscimenti, per fare una sorta di bilancio dell’arte teatrale in Italia, sempre più in bilico su di un precariato che vede i professionisti di questo settore affrontare le difficoltà economiche, dettate dalla crisi generale ma, soprattutto, da una scarsa considerazione delle istituzioni per chi ancora oggi crede in questo mestiere. Sicuramente il momento più alto della serata, infatti, è stato quando, dalle mani del presidente del premio, il giornalista Gianni Letta, ha ricevuto il riconoscimento per la sua meravigliosa carriera l’attrice  Giuliana Loiodice. Con la classe, dolcezza e determinazione che le sono proprie, la Loiodice ha incitato pubblico ed addetti ai lavori presenti in sala (dopo che le hanno tributato un’entusiastica standing ovation) a non mollare, a credere ancora nel teatro ed alla sua immortalità, concludendo con una delicata poesia di Salvatore Di Giacomo, “Lettera ammirosa”, in ricordo del suo compagno di scena e di vita Aroldo Tieri. La serata, condotta come sempre (nove edizioni su dieci) dall’ironico Tullio Solenghi, ha avuto, come è giusto che sia, per protagonisti i premiati, che si sono succeduti sul palco in veloce sequenza, offrendo, con i loro ringraziamenti, momenti di riflessione ma anche spunti al presentatore per giocare sulle loro emozioni ed, in qualche caso, sulle lungaggini dei loro discorsi.

Pierfrancesco Favino, premio miglior attore protagonista

Pierfrancesco Favino, premio miglior attore protagonista

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Elisabetta Pozzi migliore attrice protagonista

Così come per la Loiodice, di grande intensità le parole di Pierfrancesco Favino, miglior attore protagonista per “Servo per due”, la divertente rilettura del goldoniano “Servitore di due padroni”, che ha concluso il suo intervento con due spiritose ed emozionanti imitazioni del grande Marcello Mastroianni. Miglior attrice l’eccellente Elisabetta Pozzi, per la sua straordinaria interpretazione di Clitemnestra in “Agamennone” di Eschilo, in scena al teatro greco di Siracusa per la regia di Luca De Fusco, patron del premio che quest’anno l’ha vsto anche vincitore come miglior regista per “Antonio e Cleopatra”, il visionario spettacolo prodotto dal Napoli Teatro Festival e dallo Stabile partenopeo, premiato anche per le scene di Maurizio Balò e per i bellissimi costumi di Zaira De Vincentis.

Una scena de LE SORELLE MACALUSO di Emma Dante, miglior spettacolo 014

Una scena de LE SORELLE MACALUSO di Emma Dante, miglior spettacolo 2014

Attori non protagonisti due bravi caratteristi, che, idealmente, uniscono l’Italia: la triestina Ariella Reggio (forse unica nota positiva del non esaltante “Boeing boeing”) ed il napoletano Tonino Taiuti, unico premiato per il super candidato “Circo equestre Sgueglia”, lo spettacolo di Raffaele Viviani diretto dall’argentino Alfredo Arias. Ancora per gli attori, meritatissimo il premio come miglior emergente a Lino Musella (“La società”) e scontato il tributo alla notorietà ad Alessandro Preziosi (“Cyrano sulla Luna”) come monologhista, criterio che ha visto, probabilmente, favorire per le migliori musiche il cantautore Simone Cristicchi che a quattro mani con Valter Sivilotti ha composto i temi per “Magazzino 18”, spettacolo sulle foibe di cui è anche interprete. Migliore autore di novità italiana, vincendo a sorpresa sull’assente premio Oscar Paolo Sorrentino, Gianni Clementi per “Lo Sfascio”. Il premio per il miglior spettacolo è andato meritatamente e finalmente, ad Emma Dante, vero talento del teatro italiano degli ultimi vent’anni, acclamata dentro e fuori il nostro paese, per “Le Sorelle Macaluso”, spettacolo di grande impatto visivo ed emotivo. Assente la Dante, ha ritirato il premio l’attrice Leonarda Saffi.

Il gioco del premio, al di là dei meriti dei designati (opinabili come per tutti i premi di tutto il mondo) ha avuto il pregio, ancora una volta, di portare alla ribalta televisiva il teatro, consentendo a volti noti e meno noti della nostra scena di essere protagonisti e di parlare della loro attività, sempre meno considerata dalla sottocultura imperante nel nostro paese.

Gianmarco Cesario