(POMPEI)  C’erano tanti ragazzi con disabilità motoria, sensoriale o cognitiva ed i gruppi di sportivi Paralimpici della Difesa, delle Fiamme Gialle e della Guardia di Finanza sabato scorso al parco

Archeologico di Pompei per la presentazione dell’allargamento del percorso “Pompei per tutti”, realizzato per consentire l’accesso agevolato ai visitatori con disabilità.  Altri 1500 mq di aerea archeologica diventano di facile accessibilità anche per i visitatori con diverse difficoltà. Parliamo della Casa dei Mosaici Geometrici (REGIO VIII), così denominata per la ricca decorazione pavimentale con mosaici a tessere bianche e nere su motivi a labirinto e a scacchiera, riaperti al pubblico nel 2016 dopo interventi di restauro. Antonio Lampis, direttore generale per i Musei del ministero dei beni culturali, ha spiegato: “Ho affidato a tutti i siti museali d’Italia l’obiettivo indicato da Dario Franceschini: migliorare l’accessibilità dei nostri musei. Pompei è il miglior caso di applicazione di questa misura, come lo sono Paestum, Ostia e il Colosseo. Non a caso in Campania c’è una delle migliori gestioni dei musei in Italia”. Massimo Osanna, direttore del Parco archeologico ha dichiarato:” Sono molto fiero di inaugurare il prolungamento dell’itinerario facilitato di visita agli scavi con l’inclusione della casa dei Mosaici geometrici e rendere così Pompei sempre più fruibile”.

L’ ampliamento dell’iniziativa “Pompei per tutti” arriva in occasione dell’“Anno europeo del patrimonio culturale” e vede la forte presenza dell’Unione Europea, che ha fornito 78 milioni di euro su 105 dei fondi del Grande Progetto Pompei. L’itinerario “Pompei per tutti” inaugurato nel 2016,  si è già distinto come modello di accessibilità consentendo a tutte le persone con difficoltà motorie, di poter fruire del patrimonio archeologico sperimentando anche nuovi supporti tecnologici. Ed è proprio dalla collaborazione tra Mibact e CNR, che è stato presentato  il nuovo sistema sperimentale di braccialetti CON-Me per i visitatori con differenti disabilità, atti a garantire la massima sicurezza negli spostamenti per una visita accessibile e sicura del sito.

Negli edifici di vetro a ridosso dell’ingresso di Piazza Anfiteatro, gli interessati hanno trovato disponibili venti prototipi di diverso colore. Ogni dispositivo presentava un pulsante di avvio e di stop automatico con un bottone per l’ Sos, un modulo Gps, modulo wi-fi, Bluethooth, quale supporto di controllo e di rilevamento della posizione del fruitore in caso di emergenza e su richiesta, un aiuto audio esplicativo dei luoghi visitati.

Ma come funziona il braccialetto?

Il braccialetto CON-Me, dotato di un “Unique IDentifer”(UID), basato su tecnologie dell’Internet of Things (IoT), consente al visitatore che lo indossa di potersi muovere all’interno degli scavi in piena tranquillità essendo continuamente monitorato, attraverso un sistema di sensori dislocati lungo il percorso capaci di geo localizzarlo costantemente.  I dati acquisiti dai sensori, che costituiscono l’infrastruttura hardware della rete “CON-Me” sono inviati al server centrale tramite degli Access Point dislocati lungo il percorso in esame. Il server centrale, a sua volta, provvede sia alla gestione che all’elaborazione dei tali dati.  In particolare, il software IBM Intelligent Operation Center effettua la gestione, la visualizzazione ed il controllo attraverso meccanismi basati su open standards.  Il software sviluppato dai ricercatori dell’ Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del CNR (IREA-CNR) elabora i dati acquisiti dal modello WI-FI integrato del braccialetto per stimare la posizione del visitatore.  In caso di pericolo, attraverso l’apposito bottone SOS la sala regia è in grado di visualizzare la dislocazione del visitatore e intervenire in caso di soccorso.

Simona Schiavone