Il teatro fiorentino presenta la visita virtuale degli spazi interni con Street View e la mostra digitale permanente “Eduardo De Filippo al Teatro della Pergola”.

“Gli ultimi saranno i primi” recita un famoso proverbio che calza perfettamente al Teatro della Pergola: terzo mondialmente dopo l’Opèra di Parigi e il National Theatre di Londra, ma il primo in Italia ad entrare a far parte del Google Cultural Institute. Questa magnifica idea firmata Google è una piattaforma virtuale che porta nelle case dei turisti online i principali monumenti e, come in questo caso, i teatri del mondo. Bisogna ricordare che la Pergola di primati ne ha diversi: oltre ad aver raggiunto per prima questo obiettivo, è anche il primo teatro all’italiana e luogo in cui venne creato il primo telefono con il pioniere Antonio Meucci, tanto per fare degli esempi.

Da oggi, con la collaborazione del direttore e fondatore Google Art Project, sarà possibile vedere ma soprattutto visitare le rarità che il teatro offre. Infatti, attraverso un pc, un tablet o con lo smartphone, il visitatore virtuale potrà entrare dalle grandi porte dell’atrio per trovarsi in mezzo a due dipinti neoclassici, “La morte di Lucrezia” di Pietro Collignon ed “Ettore che rimprovera Paride per la sua mollezza” di Giuseppe Benvenuti, dipinti che potranno essere analizzati nei minimi dettagli così come l’Atrio delle Colonne nel foyer, oppure, entrati in platea, il Sipario Storico dipinto da Gasparo Martellini. E se questa è già una novità per l’arte e la cultura, il visitatore digitale potrà accedere pure al dietro le quinte, scoprire dunque tutti quei segreti che davanti a un pubblico creano la magia del Teatro.

Alla presentazione del progetto hanno partecipato il direttore della Pergola Marco Giorgetti, il direttore di Google Cultural Institute e fondatore di Google Art Project Amit Sood e Dario Nardella, sindaco di Firenze e Presidente Fondazione Teatro della Pergola. In particolare quest’ultimo ha espresso il suo interesse verso la piattaforma multimediale e l’ha trovata di fondamentale importanza per promuovere al mondo Firenze e alle nuove generazioni l’arte. Questo approccio nuovo, dunque, è un veicolo di conoscenza per chi vorrebbe ma non può, per chi è curioso, per chi vuole viaggiare anche stando seduto. E’ un nuovo linguaggio che non si sostituisce al vecchio, ma lo completa e crea un’esperienza unica. Il sindaco ha anche anticipato il progetto “Uffizi 3.0”, cioè adibire l’edificio posto davanti al Museo in piazza del Grano a luogo in cui le opere diventano virtuali: un approccio creativo che può avvicinare i bambini, che sono il futuro, all’arte secolare che ha reso grande Firenze.

Durante l’incontro, inoltre, è stata promossa anche la mostra, sempre virtuale, “Eduardo De Filippo al Teatro della Pergola” che ripercorre la sua vita nel dietro le quinte, costellata da grandi amicizie come quella con il direttore del Teatro Alfonso Spadoni, ma soprattutto, la vita sul palco delineata da importanti successi e debutti. Un ricordo del poliedrico artista che riaffiora mediante autografi, inedite fotografie, manifesti, testimonianze di un’esistenza al confine tra la realtà e la finzione.

Caterina Baronti

Per ulteriori informazioni:

www.fondazioneteatrodellapergola.it

https://www.google.com/culturalinstitute/collection/teatro-della-pergola