Giuseppe Bucci sceglie la sua città d’origine, Napoli, per la prima nazionale di Parlami Orlando, originale adattamento da Orlando e altri scritti di Virginia Woolf. Ideale approdo teatrale è l’Elicantropo, che si conferma palcoscenico perfetto per un teatro mai banale e di alto profilo. La storia di un uomo che attraversa i secoli e un mattino all’improvviso si sveglia donna, consentì alla scrittrice londinese di esibire la propria sorprendente e modernissima concezione della figura femminile, dell’amore e del sesso, mentre Bucci, coadiuvato da Mario Autore, affida al funambolico Salvatore Langella (nella foto, di Andrea Falasconi) tutte le possibili sfumature del personaggio. In un serratissimo monologo l’attenzione resta desta e vigile, grazie anche alle belle musiche di Pericle Odierna e alle suggestive scene allestite da Andrea Maresca e Bernardo Angelino. Ma é soprattutto la lucida ed esperta regia di Bucci a consentire la performance agile e generosa di Langella, capace di coinvolgere lo spettatore in un racconto certamente avvincente ma anche insidioso da portare in teatro, e narrare in terza persona. La sfida riesce perché lo spettacolo non perde mai la rotta, né tantomeno il ritmo, sfruttando gli elementi scenici con grande intelligenza. E la parola non perde mai la sua missione lirica, omaggiando così la penna della Woolf con eleganza e puntuale coerenza.

Antonio Mocciola