Fino a Febbraio sarà in scena al fianco di Serena Autieri con “Vacanze romane”, nel ruolo che fu al cinema, nel famoso film di Wyler, del grande Gregory Peck. Abbiamo incontrato Paolo Conticini prima di una delle rappresentazioni della commedia di Jaja Fiastri. Tranquillo, sornione, dai modi gentili e pacati, l’attore toscano trasmette subito una piacevole sensazione di familiarità.
_MG_3363Una stagione ricca di impegni e di successi, al cinema con “Matrimonio al sud” e, soprattutto in televisione con la nuova serie di “Provaci ancora prof”, ed ora il ritorno a teatro, nella riedizione di “Vacanze romane”. Cosa l’ha spinta ad accettare di calcare le scene?
Innanzitutto era passato troppo tempo senza fare teatro, e, avendo avuto varie offerte di ruoli che, pur piacendomi, non mi facevano battere il cuore così forte, ma quando Enrico Griselli (il produttore e marito di Serena Autieri – ndr.) mi ha proposto “Vacanze Romane” non ci credevo: l’avevo visto dodici anni fa, alla prima edizione, con Massimo Ghini, ed in quell’occasione sognavo di stare su quel palco, quindi ho accettato subito perché per me è stato come se mi avessero realizzato un sogno: venivo chiamato a far parte di una di quelle che considero una pietra miliare della commedia musicale italiana.

Cosa l’ha colpita ed affascinata di questo suo personaggio?
Io, se devo essere sincero, ho fatto più riferimento a Ghini, che, come ho detto, è stato il protagonista della prima edizione teatrale, perché è un bravissimo attore, è romano, io sono toscano ma vivo a Roma da una ventina d’anni, poi, con il regtista Luigi Russo, abbiamo trovato la strada più adatta alle mie caratteristiche d’attore.

Dopo tanto teatro musicale, tra i suoi obiettivi futuri c’è anche quello di recitare in opere in prosa?
Non mi dispiacerebbe. Molti anni fa il mio secondo spettacolo in teatro fu addirittura una tragedia, “Medea” con Francesca Benedetti, e mi farebbe piacere ripetere l’esperienza della prosa.

_MG_3711Quali sono i suoi autori teatrali preferiti?
Forse mi avvicino di più alla mentalità ed al modo di scrivere di Pirandello, alla sua particolare vena d’ ironia.

Invece i suoi attori di riferimento?
Beh, che ne sono tantissimi. Tra gli italiani, senza minimamente voler fare dei paragoni, Marcello Mastroianni è quello che più guardo.

C’è una canzone di “Vacanze Romane” che le fa particolarmente piacere cantare?
“Easy to love” di Cole Prter, qui tradotta da Vincenzo Incenzo. Una canzone splendida.

Gianmarco Cesario