Al debutto romano di “Benvenuti in casa Esposito“, al teatro Sala Umberto fino al 15 Marzo, abbiamo incontrato Paolo Caiazzo, regista ed interprete della piece, Mimmo Esposito e Nunzia Schiano, alcuni degli interpreti.

Paolo-Caiazzo Paolo Caiazzo come è nata l’idea di questo  spettacolo?
Se si incontra uno scrittore in libreria appena dopo aver  comperato il suo libro, non si può non accendere una  lampadina nella testa di un attore. Un presagio. E ‘ quello che  è successo a me col vecchio amico Pino Imperatore non  appena acquistato il suo “Benvenuti in casa Esposito” e, dopo  averlo letto, lo spettacolo teatrale è sembrata una conclusione  inevitabile. Si è poi unito in fase di riscrittura un altro caro  amico e collega, Alessandro Siani, e la commedia ha così  preso vita  con qualche differenza e qualche colpo di scena in  più.

Dopo un grande successo a Napoli e in Campania lo spettacolo ha appena debuttato a Roma.
Il debutto a Roma è stato più caloroso del previsto. Eravamo molto curiosi di confrontarci col pubblico romano. Durante lo spettacolo si percepiva il diverso modo di assorbire il racconto e molte battute ma gli applausi finali sono stati la conferma di uno spettacolo indovinato.

Quale è stato l’apporto registico di Alessandro Siani?
Alessandro, col quale ho collaborato tantissime volte, è un regista molto attento e scrupoloso e mi ha dato riferimenti chiari e illuminanti a cui ispirarmi per interpretare il maldestro camorrista protagonista dello spettacolo. Un po’ ispettore Clouseau un po’ Paperino…

Crede che queste commedie sul tema della camorra possano davvero contribuire a sconfiggere questa piaga della nostra società?
Si bisogna ironizzare sulla camorra perché in questo modo non si smette di parlarne, soprattutto non si creano falsi miti come a volte purtroppo succede, e la si ridicolizza sottolineando l’importanza di combatterla.

 

Mimmo Esposito,  torna alla Sala Umberto per la seconda volta in questa mimmo espositostagione dopo il trionfo di “Notturno di donna con ospiti” con Giuliana De Sio.
E’ sempre una gioia recitare in questa città e in questo teatro. Regalando al pubblico i toni foschi del testo di Annibale Ruccello e questa interpretazione comico/surreale.
Il mio personaggio (alter ego del protagonista) è stato quello più rielaborato rispetto al libro di Imperatore (era una “capuzzella” del cimitero delle Fontanelle).
Mi sono divertito ad improvvisare, con Paolo Caiazzo ci divertiamo molto, e ad inventare questo comandante mezzo spagnolo e mezzo napoletano, coscienza del protagonista con una propria vena di follia.
 Nunzia Schiano lei ha lavorato tante volte con Alessandro Nunzia_Schiano Siani ma questa è la prima volta che lui la dirige. 
Come regista cerca sempre di migliorare il prodotto e le performance  degli attori. Lo spettacolo è cambiato rispetto all’esordio di Napoli,  persino il finale, perchè ancora oggi Alessandro torna a soffermarsi  sullo spettacolo, a modificarne i punti deboli, a studiare quello che  funziona meglio e che funziona meno.
Per il mio personaggio ho cercato di andare incontro alle esigenze del  libro e quelle del regista (c’è molta sintonia tra noi e so che ama molto il ritmo e la precisione nelle battute). Ma soprattutto ho voluto amalgamare la mia interpretazione a quella degli attori  che in scena sono mio marito e mia figlia perchè sembrassimo una vera famiglia, di quelli che, insomma, vivono insieme da oltre 40 anni…. Io e Salvatore Misticone siamo, in effetti, una simpatica e arzilla coppietta.

Giuseppe Bucci