Spranger_exhpgFu un pittore e incisore fiammingo, Bartholomäus Spranger, principale artista della corte progressista di Rodolfo II di Asburgo nella Praga del sedicesimo secolo, nonché, maggiore esponente del neo-manierismo europeo.
Ed è proprio <<Bartholomeus Spranger: Splendore ed eros nella Praga imperiale>> il titolo della prima considerevole mostra dedicatagli al Metropolitan Museum of Art di New York, inaugurata il 4 novembre e visionabile fino al primo febbraio 2015. Attraverso l’esposizione di 40 disegni e 27 dipinti, per un totale di ben 111 opere, la rassegna vuole rivelare il trascorso del maestro, partendo dal periodo in cui approdato in Italia si lasciò influenzare dagli stimoli dell’arte lombarda conosciuta soprattutto a Parma e Milano. In quegli anni il suo stile fu fortemente condizionato da un certo pudore, peculiare del mondo cattolico per il quale lavorò su commissione. Fu solo sotto Rodolfo II, definito il folle, poiché bisnipote di Giovanna la Pazza, regina di Castiglia, che Spranger si lasciò guidare dalla sua massima espressione artistica riflettente la passione del solitario imperatore per le scienze occulte e il suo smisurato timore nei confronti della morte. Ne è un chiaro esempio: ‘Vanitas’, in cui viene raffigurato un puttino quasi totalmente nudo con accanto un teschio e la scritta in latino ‘Oggi io, domani tu’. Ma le sue opere trasudano anche di erotismo e sapienza come si evince in :’Giove e Antiope’ (1595-97) in cui Giove travestito da satiro è in atto di conquistare Antiope, la quale è riprodotta vigile e partecipe al gioco di seduzione, anziché dormiente come narra la leggenda. Diverso significato si cela invece dietro ‘Ercole e Onfale’ del 1585, un dipinto su rame, testimonianza dell’elevato potere della sensualità femminile sull’uomo, in cui la figura di Ercole è ritratta in abiti femminili nell’ atto di filare la lana

 Fabiana Laganà