“L’85% degli autori protagonisti di questa tredicesima edizione del Napoli Teatro Festival é vivente. Mi sembra un dato significativo”. Ruggero Cappuccio, direttore artistico della più travagliata edizione della storia, ha voce ferma e commossa mentre presenta alla distanziata platea di giornalisti il programma del suo Festival. Idealmente scortato dalla vice Nadia Baldi e dal presidente della Fondazione, Alessandro Barbano, Cappuccio ha messo su un cartellone che fa gridare al miracolo per i giochi di equilibrismo a cui tutti gli organizzatori sono stati sottoposti, da quel fatidico 9 marzo. “Sono felice – dichiara – di essere al centro di un momento storico che é un’esperienza psicologica, oltre che strutturale. Rappresentiamo il Sud che vuole reagire, e che una volta di più guarda all’Europa“. Un triplo salto mortale, per una rassegna programmata prima per giugno, poi per settembre, infine per luglio, con una corposa appendice internazionale autunnale. “L’Italia é amatissima e produce nostalgia, che é un sentimento attivo. Su queste basi ricostruiremo, e dovremo gestire non solo l’emergenza, ma anche l’inevitabile entusiasmo che seguirà – afferma con piglio il direttore artistico – e ci faremo trovare pronti“. 13o eventi, distribuiti in 19 spazi all’aperto, eccetto il San Carlo per accogliere il maestro De Simone. Non solo Napoli, ma anche Salerno, Solofra, Pietrelcina e Santa Maria Capua Vetere, e ben 28 prime assolute tra le 34 proposte. Caleidoscopica, come sempre, l’offerta artistica, tra le sezioni Italiana, Osservatorio, Danza, SportOpera, Musica, Letteratura, Cinema, Mostre e Progetti Speciali. I nomi? Si va da Silvio Orlando a Vinicio Marchioni, da Alessio Boni a Massimiliano Gallo, da Lina Sastri a Mariangela D’Abbraccio, fino ad Enzo Avitabile, Sarah Jane Morris, Iaia Forte, Pippo Delbono, Renato Carpentieri, Maria Rosaria Omaggio e Mariano Rigillo. Ancora una volta il Palazzo Reale sarà il luogo principale degli eventi, mentre i prezzi saranno ultra-popolari, con forti scontistiche per le fasce sociali più deboli, a partire dagli anziani. Forti emozioni in sede di presentazione: inutile negare, non è un anno come tutti gli altri. Ma questa ripartenza farà venire i brividi a chi – per interminabili mesi di reclusione – con il cuore e con la mente era su un palco, o in una platea.

Antonio Mocciola