Napoli da parecchi decenni ha perso il Festival della Canzone Napoletana, ma è da un po’ che il Festival di Napoli ha come oggetto il teatro, con quel Napoli Teatro Festival che in origine doveva essere il Teatro Festival Italia e che il nome del capoluogo doveva solo indicare dove questo festival si sarebbe svolto. Ma il complemento di luogo è diventato il complemento oggetto, e quest’anno dopo la discutibile gestione della passata edizione, le cose pare non siano cambiate, anzi.

Sarà circoscritto, infatti, intorno ai soli spettacoli di Jan Fabre, Angelica Liddell e Dimitris Papaioannou, oltre che ai progetti laboratoriali di  Eimuntas Nekrosius, Peter Brook e Tomislav Janezic quello che doveva essere il festival internazionale, quello del decennale, il primo dell’era Ruggero Cappuccio, il compiaciuto neo direttore artistico, che con un largo uso di citazioni (che andavano da Proust a quelle di tanti autori ad effetto, cari ad un uditorio radical chic) ha presentato, dopo l’introduzione del presidente della Campania dei Festival, nonché dell’AGIS Campana, Luigi Grispello e prima del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, in un lungo monologo, un cartellone in cui i nomi internazionali sopra citati navigano in un mare di ben 80 spettacoli, per lo più Made in Naples e di rassegne ed iniziative collaterali che consentono all’organizzazione di non scontentare nessuna produzione locale e, soprattutto, nessuna delle sale cittadine afferenti, per l’appunto, all’AGIS. Roberto Andò, Isabella Ferrari, Luca Barbareschi, Stefano Massini, Alessandro Preziosi, Fabrizio Gifuni, Luca Zingaretti, Alfonso Santagata, Antonio Capuano, Enzo Moscato, Cristina Comencini, Lina Prosa, Sandro Lombardi,  Mimmo Borrelli, Roberto Herlitzka, Andrea Renzi, Enzo Avitabile, Franco Battiato, Peppe Servillo, i Solis String Quartet, l’Orchestra di Piazza Vittorio, Ambrogio Sparagna, l’Ensemble Berlin, Licia Maglietta, Luciano Saltarelli, Andrea De Rosa , Giuseppe Sollazzo, Pino Carbone, Ascanio Celestini, Ennio Fantastichini, Iaia Forte, Antonella Stefanucci, Laura Curino, Simone Derai, Rosalba Di Girolamo, Gea Martire, Teresa Saponangelo, Fulvio Cauteruccio, Sara Bertelà, Massimo Luconi, Rocco Papaleo, Mario Gelardi, Renato Salvetti, Angela Pagano, Andrej Longo, Marcello Cotugno, Gennaro Cimmino, Marcello Colasurdo, Elena Bucci, Cristina Donadio, Imma Villa, Benedetto Casillo, Massimo Andrei, Bruno Leone, e tantissimi altri nomi, entrano quindi (qualcuno anche in più occasioni) a far parte di un mega cartellone che nulla aggiunge, tranne in pochissimi casi, alle normali programmazioni nei teatri cittadini, anzi, almeno quattro degli spettacoli proposti già hanno fatto parte di altrettanti cartelloni ufficiali in sale napoletane in questa ed in passate stagioni. BattiatoSi preannuncia, quindi, un festival magmatico, che investirà solo in parte, come è ormai abitudine, il tessuto cittadino, se non per l’iniziativa “attori in vetrina” che vedrà giovani artisti (immaginiamo, almeno loro, scelti attraverso un bando ufficiale) esibirsi nelle vetrine dei negozi della città, mettendo in esposizione le loro qualità e che si allargherà in tutta la regione Campania, evidenziando, quindi, l’interesse a realizzare una manifestazione fagocitante di qualsiasi altra iniziativa privata estiva. Resta l’ottima iniziativa, va detto, della politica di prezzi assolutamente competitiva (8 euro il biglietto intero e una serie di accessi a riduzioni speciali), l’utilizzo del Palazzo Reale come quartier generale del Festival, e l’inaugurazione in piazza del Plebiscito con uno spettacolo evento di un eccellente artista quale Franco Battiato, e di tre solide presenze attoriali quali quelle di Mimmo Borrelli, Fabrizio Gifuni e la meravigliosa Imma Villa, quest’ultima protagonista, insieme ad un nutrito cast che comprende, tra gli altri, Massimo Andrei, Benedetto Casillo, Cristina Donadio e Nunzia Schiano, dell’affascinante ed atteso progetto di Enzo Moscato, autore regista ed anche egli interprete di Raccogliere & Bruciare liberamente ispirato a Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Non ci resta che aspettare e vedere cosa genererà questa enorme montagna nei trentacinque giorni di festival, dal 5 giugno al 10 luglio.

Gianmarco Cesario