Presentato in prima nazionale a Umano il progetto di Simona Bertozzi.

Simona Bertozzi torna con un altro spettacolo a “Umano_Cantieri internazionali sui linguaggi del corpo e della danza”. Dopo “Animali senza favola” (domenica 25 ottobre), negli spazi della Sala Media di Cango, la coreografa bolognese porta in scena “Prometeo: il Dono”, il progetto nato dalla collaborazione con Marcello Briguglio e con il contributo di MIBACT più Regione Emilia Romagna Fondo per la danza d’Autore/Regione Emilia-Romagna.

Viene da pensare alla mitologia greca con un titolo che rimanda direttamente all’eroe simbolo della ribellione e della sfida e, in effetti, nello spettacolo della Bertozzi ci sono dei richiami all’ideologia di questo celebre esempio mitico. Nella figura di Prometeo infatti si concentra il coraggio di chi non teme ma al contrario sfida il sommo Zeus piuttosto che assecondare alcune imposizioni di natura. Prendere quindi come modello quest’antica figura mitologica permette di confrontarsi con dei temi precisi, come i vincoli imposti da forze che vanno oltre la natura umana. A dire il vero, lo spettacolo non si pone come la possibilità di studiare un confronto tra esperienze terrene e divine, quanto si concentra piuttosto sulla figura stessa dell’uomo che sente, soffre e teme l’altro da sé. Il confronto e la paura dell’altro, in questa nuova produzione Nexus, è fra esseri umani però e non fra “masse” di diversa consistenza e origine.

È la stessa coreografa a prendere parte, insieme a Stefania Tansini e Aristide Rontini, ad un progetto di vera e propria esaltazione del movimento; gesti secchi, meccanici, agitati e nervosi all’interno di sequenze ripetute –verrebbe da dire- all’infinito, che acquistano sempre più velocità, dei veri e propri moti che diventano quasi spasmi a cui non sembra esserci rimedio. C’è un forte senso anche di resistenza fisica nei tre interpreti la cui danza è spesso come una ricerca affannata senza obiettivo e carica di tic nervosi. Non mancano i momenti di dialogo coreografico sulla scena, ma si tratta di esperienze fatte ora di sintonie, ora di lontananze e disarmonie, per cui certe vicinanze fisiche permettono di essere parte di una stessa frequenza di intese o al contrario il momento di una rivalità. Contatti e distacchi, separazioni e aggregazioni: “Prometeo: il Dono” lascia intendere il senso di inquietudine che si prova quando si viene risucchiati dal vortice di un’instabilità, ma soprattutto dell’incertezza.

Ogni elemento dello spettacolo concorre a questo senso di agitazione cui è condotto lo spettatore; lo stesso accompagnamento musicale di Francesco Giomi, nel suo essere quasi sempre uguale a se stesso, permette di enfatizzare con maggior misura alcuni aspetti della rappresentazione. Non si tratta tuttavia di una scelta gerarchica per cui alcuni elementi, come la coreografia o le caratteristiche degli interpreti, ricoprono un ruolo più importante, ma di una valutazione attenta che permette il bilanciamento di ogni componente per avere alla fine un prodotto unitario, o meglio un’unica idea. Questo linguaggio complesso e articolato, che però comunica, permette di spiegare anche i momenti di assenza musicale, i rumori volutamente realizzati dagli interpreti con il loro stesso corpo, o i forti respiri da cui sono partiti certi movimenti.

La Bertozzi ha realizzato un lavoro davvero molto particolare merito, allo stesso modo dello spettacolo, di tutti i diversi elementi che sono parte di questa breve rappresentazione densa di significati.

Firenze – CANGO, Sala Grande, 29 settembre 2015

Laura Sciortino

PROMETEO: IL DONOProgetto: Simona Bertozzi, Marcello Briguglio; Ideazione e coreografia: Simona Bertozzi; Interpreti: Aristide Rontini, Stefania Tansini, Simona Bertozzi; Musiche originali: Francesco Giomi; Organizzazione: Federica Furlanis; Ufficio Stampa: Michele Pescarella; Produzione: Nexus 2015; con il contributo di: MIBACT e Regione Emilia Romagna Fondo per la Danza D’Autore/Regione Emilia-Romagna; Con il sostegno di: Cango/Centro di produzione sui linguaggi del corpo e della Danza, Armunia-Dimore d’Autunno, Laminarie-Dom La Cupola del Pilastro Bologna, Centro Mousikè Bologna.