AntigoneIn giro per l’Italia, dopo il debutto in anteprima lo scorso anno a Napoli, “Antigone 1945” è uno spettacolo che contestualizza il personaggio della figlia di Edipo in un’Italia post bellica, al’ndomani della liberazione e d agli albori di una nascente democrazia politica. Abbiamo incontrato Mirko Di MArtino, regista ed interprete della piece, e Titti Nuzzolese e Luca Di TOmmaso che ne sono gli interpreti.

 

mirko

Mirko Di Martino

Mirko Di Martino come mai ha deciso di riscrivere il mito di Antigone durante la guerra partigiana?

Mi interessavano due cose: il  mito con il suo carattere universale che supera il e la storia nel suo carattere particolare, locare, in un contesto storico ben determinato. Mi interessava far agire insieme ed interagire questi due aspetti e vedere cosa ne veniva fuori. Tra l’altro il momento storico dell’Italia analizzato è un momento particolarissimo che non si è più ripetuto e che viene poco affrontato dal nostro teatro, dalla nostra cultura. Sono pochi giorni in cui si scatena una lotta cruenta e  fratricida tra italiani che agiscono però al di fuori delle regole e delle leggi.

 

Come è scaturita la scelta di affidare tutti i personaggi a solo due attori? 

Volevo riscrivere il mito anche in questo. L’idea era quella di fare in modo che la rielaborazione moderna fosse anche nell’attraversare tutti questi personaggi così simbolici, che rappresentano ognuno un aspetto, una faccia della stessa medaglia. Alla base c’è la stessa situazione che si ripete da punti di vista diversi e lo stesso attore indica, da questo punto di vista, la stessa storia interpretata in tanti modi diversi.

 

Titti Nuzzolese

Titti Nuzzolese

Titti Nuzzolese interpreta una serie di personaggi (Antigone, Ismene, la partigiana, Tiresia) in tempi molto stretti.

Come è stato lavorare su personaggi così diversi ?

E’ stato veramente un lavoro molto stimolante perché ho dovuto ristudiare tutto il mito, la tragedia di Sofocle e ho letto tutte le Antigone possibili e immaginabili cercando di scavare nel profondo della psicologia di questo personaggio. La parte interessante è stata quella di sviluppare il contesto in cui si muoverà questo personaggio sia nella tragedia sia nella riscrittura di Di Martino perché ho avuto modo di mettere in evidenza degli aspetti che non appartengono molto alla mia personalità e quindi di lavorare su sentimenti su emotività con i quali non ho molta confidenza. Sicuramente ci sono dei personaggi su cui mi sono soffermata di più perché ho trovato più difficoltà ed altri che appartengono un po’ di più alle mie corde.

 

Perché lei crede che il pubblico dovrebbe vedere questo spettacolo?

Perchè è uno spettacolo che a un messaggio molto chiaro. Il potere non imparerà mai ad ascoltare veramente il popolo e quindi ogni volta che c’è la possibilità di comunicare questo messaggio è sempre importante che molte persone lo ascoltino, perché le persone devono imparare a dire la propria senza preoccuparsi della propria condizione sociale e politica. E’ importante mettere davanti l’esigenza di un popolo rispetto a quella del potere

 

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Luca Di Tommaso

Luca Di Tommaso

Luca Di Tommaso in questo spettacolo passa dal ruolo tragico di Creonte a quello quasi comico della guardia.

Come si conciliano queste interpretazioni?

Si conciliano in un tentativo di una resa credibile ed equilibrata degna della levatura della scrittura di questo testo E’ un tentativo perché a seconda della della serata o dell’energia qualche volta un personaggio può risultare più caricato rispetto all’altro. Bisogna riuscire a combinare una energia tragica a un energia comica in tempi strettissimi e quindi a bilanciare l’interpretazione dei due personaggi. E’ una vera prova d’attore. molto complessa, spero di essere stato all’altezza. E’ molto interessante passare da un registro all’altro perché questo mi permette di esplorare l’interno di una stessa serata e di uno stesso lavoro tutto l’arco del tragicomico quindi anche del grottesco dall’uno all’altro in tempi così stretti

Giuseppe Bucci