Una produzione imponente, gestita in modo ottimale, consente una godibile fruizione de “Maria Antonietta, l’ultima regina di Francia”, al Teatro Garbatella di Roma fino al 28 novembre. Francesca Bruni, attrice intensa e capace di notevoli balzi interpretativi, si sobbarca testo, regia e ruolo da protagonista con ammirevole generosità, gestendo un cast estremamente variegato (ma dall’ottimo livello medio) e spesso impiegato in molteplici ruoli.

Una donna che, nel bene e nel male, ha cambiato la storia, su cui si è scritto e detto di tutto, e che ancora occupa un posto primario nell’immaginario collettivo, e che la Bruni sceglie di raccontare ondeggiando tra un approccio didattico (di storia pur sempre si tratta) e uno prettamente artistico, con notevoli guizzi sparsi nella lunga, ma necessaria, durata della pièce.

Belli i costumi di Baste Sartoria e la selezione musicale, mentre si segnalano, sul palco, le buone performance di Dimitri D’Urbano, di rara precisione e intensità, Stefano De Santis, credibilissimo nel ruolo di Luigi XVI, Jessica Ferro, squisitamente a suo agio sia nei panni vezzosi della favorita del Re, sia in quelli aggressivi di una capo-popolo, Stefano Macciocca, Cristiano D’Alterio e Luca Laviano, sempre in giusta temperatura.

Giusto citare anche il resto del cast: Flavia Cattivelli, Elisabetta Girodo Angelin, Giorgia Paolini, Roberta Bobbi, Chiara Pasella, Giuseppe Tagarelli, Jacopo Cavallaro. Roberto Pesaresi, Renato Mucciarelli, Giulia Pisciarelli, Elisabetta Settimi e Barbara Olivieri.

Gli sforzi di Pont d’Art Italia sono notevoli, e meritevoli di robusta attenzione, anche per la portata culturale del progetto. Ottima ì, e meritata, l’accoglienza del pubblico.

Antonio Mocciola