I testi dell’Ariosto e del Boccaccio sono i veri protagonisti di un fortunato lavoro di collaborazione e sagge soluzioni rappresentative.

«I classici sono fonti inestinguibili di tesori e sorprese». Parte da quest’affermazione Stefano Accorsi nell’intervista di Angela Consagra da “Pergola in sala n.2” (stagione 2013/2014) per raccontare l’esperienza artistica con Marco Baliani, una collaborazione che ha dato vita a spettacoli di discendenza classica ma con un forte richiamo al presente. È forse questo il connubio perfetto per cui certe realizzazioni continuano a piacere tanto al pubblico, soprattutto quello fiorentino.

Baliani e Accorsi propongono delle vere e proprie esplorazioni del testo e decidono di partire dall’Ariosto per una fortunata collaborazione. “Il furioso Orlando” è considerato l’inizio di un ciclo: lo spettacolo è andato in scena al Teatro della Pergola nella stagione 2012/2013 e ad interagire con il cavaliere narrante, una Nina Savary a colorire di canto l’aspetto sonoro della ballata. Il tema ispirato al personaggio ariostesco è stato poi ripreso l’anno successivo nel “Giocando con l’Orlando” che ha saputo ancora raccontare la storia di un amore non ricambiato ma senza incentrare tutta l’attenzione nel solo atteggiamento furioso evocato fin dal titolo del lavoro precedente. Ed è proprio quest’ultimo riadattamento che è stato poi ripresentato anche nel 2015 nell’assolo di Stefano Accorsi nel Cortile del Museo Nazionale del Bargello, come una nuova, anche se non del tutto, esperienza a Firenze.

Ai lavori liberamente ispirati ai testi del commediografo italiano è seguita l’esperienza con un altro caposaldo della nostra letteratura: Giovanni Boccaccio. Con il “Decamerone – vizi, virtù passioni”, per la regia e l’adattamento teatrale di Marco Baliani (stagione 2014/2015 Teatro della Pergola), i due hanno continuato a portare avanti il progetto dei “grandi italiani”, stavolta supportati da una vera e propria compagnia di attori (Salvatore Arena, Silvia Briozzo, Fonte Fantasia, Mariano Nieddu e Naike Anna Silipo) al fianco del capocomico Stefano Accorsi. Ognuna delle tre esperienze di nuova produzione è stata presentata in prima nazionale proprio alla Pergola e il legame con la città del debutto sembra non voler ancora oggi esaurirsi.

“Il viaggio” attraverso questo tipo di sublime e italianissima tradizione è essenziale e ordinato e predilige ogni volta la parola rispetto ai superflui orpelli, facendo del testo il vero protagonista della rappresentazione. L’attore non è che il mezzo attraverso cui certi classici possono continuare a raccontarsi: egli narra, agisce e interagisce col pubblico che diventa suo complice. Attraverso questo espediente è possibile offrire l’occasione per evadere, seppur momentaneamente, dalle brutture della realtà, perché il racconto è in grado di condurre alla riflessione, alla speranza ma anche al diletto e ad una certa ilarità. Stefano Accorsi ha ruolo di narratore che non abbandona mai la rima, neanche quando lancia i suoi sarcastici commenti. Non solo le valorose imprese dei paladini, l’amore di Orlando per Angelica, o il dolore di Lisabetta da Messina per il suo perduto Lorenzo, ma temi così “umani” da far diventare un novelliere, colui che sente tutte le emozioni che racconta, che le vive spesso anche maliziosamente. Marco Baliani è il partner artistico attraverso cui certe rappresentazioni possono completarsi; nel suo ruolo di regista, drammaturgo e attore ha trovato ogni volta la via per approfondire attraverso i classici le tematiche dell’amore, dell’odio, del dolore e della follia.

In questi spettacoli ci si commuove ma si ride, e i cosiddetti “nuovi versi” non sono mai dissonanti rispetto alle parole dei due poeti che restano comunque il centro gravitazionale dell’azione scenica. Marco Baliani e Stefano Accorsi sono riusciti a far rivivere in maniera originale dei testi che dimostrano attraverso queste esperienze di avere la capacità di reinventarsi e adattarsi ai contesti a cui vengono proposti.

Laura Sciortino