Il monologo di Valerio Malorni al Kilowatt Festival 2014 di Sansepolcro.

L'uomo nel diluvio 02Valerio Malorni è un attore, autore e regista che si assume la responsabilità di diventare portavoce di uno dei più grandi disagi che caratterizzano i giovani del nostro tempo: la necessità di evadere da un’Italia che non sembra avere nessuna prospettiva. “L’uomo nel diluvio” è un monologo surreale e visionario che tratta dell’insostenibile condizione della precarietà che costringe all’evasione, per non dire alla fuga. L’attore legge stralci del libro “Tutti a Berlino- guida pratica per una fuga di massa” e sente la necessità di autoproclamarsi Noè, la cui traduzione significa “riposo”, in modo tale da poter scampare al diluvio e all’esistenziale ed eterna incertezza.

Così in scena bastano un grande orologio, forse per simboleggiare il peso del tempo quando si devono fronteggiare serie difficoltà economiche, un quadro con un foro al centro e sullo sfondo una sagoma di cartone appesa che assomiglia ad una barca su cui vengono proiettate immagini di vita quotidiana e sfuggente. Berlino diventa la meta di questo viaggio per cercare un’opportunità, l’agognata stabilità e finalmente trovare la pace. Ben presto però ci si rende conto che la soluzione non è data dalla partenza, forse basterebbe saper valorizzare quell’immenso patrimonio culturale che solo l’Italia possiede. Di fatto il piano della narrazione fantastica appare autobiografia e l’artificio si confonde con la realtà: il pubblico facilmente si immedesima nel racconto di Malorni perché si è tutti simili nell’affrontare lo stesso diluvio.

Sansepolcro (AR) – KILOWATT FESTIVAL, 19 luglio 2014

Erika Morbelli

L’UOMO NEL DILUVIODrammaturgia e regia: Simone Amendola e Valerio Malorni; Interprete: Valerio Malorni; Produzione: Blue Desk.