LE DIMENSIONI DELL’ARTE

SEGNI NELLA CERTOSA

Evento di chiusura della Mostra

 LUCIO SALZANO

DOMENICA 7 OTTOBRE dalle ore 10 alle 13

 Museo Nazionale di S. Martino

Ninfeo della Certosa 

 

Si chiude domenica 7 ottobre con ottimo successo di critica e di pubblico la mostra di Lucio Salzano “Le dimensioni dell’arte. Segni nella Certosa” al Museo Nazionale di S. Martino a Napoli.

La mostra, organizzata in collaborazione con il Polo Museale della Campania, si è aperta con una performance dello stesso artista durante la quale egli ha creato dal vivo un’opera sit specific. Proprio quest’opera per volere della Direttrice Dott.ssa Rita Pastorelli, resterà in esposizione al Museo di S. Martino fino alla primavera del 2019 quando si concluderà il progetto “Le dimensioni dell’arte”, il che costituisce certamente un riconoscimento di grande prestigio per un artista contemporaneo.

Prossimo appuntamento al Museo Nazionale di Pietrarsa, altro luogo suggestivo della memoria, dove l’artista Lucio Salzano il 23 novembre inaugurerà la sua mostra dedicata alla memoria collettiva del viaggio, dove saranno esposte opere inedite di cui una dedicata alla location. L’evento sarà accompagnato anche questa volta dalle note suggestive della breath guitar del musicista Antonio Onorato, il quale non manca mai di esprimere la propria stima per Salzano: “Collaboriamo insieme ormai da diversi anni, e sono molto contento di dare il mio contributo artistico a questi eventi, spesso sperimentali e innovativi (il che mi alletta molto). Lui é molto creativo, col coraggio di osare sempre. Lo stimo moltissimo. Anche in questa ultima avventura mi sono trovato a casa mia, artisticamente parlando. E’ stata un’esperienza molto stimolante”.

(foto di Mariano Stellatelli)

 

 

Lucio Salzano, definito dalla stampa come “uno dei più originali e coraggiosi registi dei nostri tempi”, opera nel campo della regia e dell’ideazione teatrale sin dagli anni ’80.

Il suo lavoro si è particolarmente rivolto alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici nella convinzione che non ci sia alcuna netta separazione tra le varie forme di espressione creativa e  che l’arte si nutra , invece, della contaminazione di queste. Negli  ultimi anni in particolare è stato ideatore di format originali e innovativi.

Nel suo nuovo progetto “Le dimensioni dell’arte” è anche autore delle opere/oggetti di scena che, già esposte in altre gallerie e luoghi museali, hanno riscosso un grande interesse da parte di critici d’arte e collezionisti. Ne è prova l’acquisizione delle stesse da parte di importanti collezioni privati, tra cui quella di Giuliana Gargiulo.

La performance che si svolgerà il 23 settembre alle ore 17.00 prevede l’intervento dell’artista Lucio Salzano presso il Ninfeo e il Giardino prospiciente della Certosa in cui il pubblico assisterà alla nascita e alla realizzazione dal vivo di un’opera dedicata esclusivamente a tale location, che riporta infatti la misura dello spazio stesso precedentemente “misurato” e calcolato dall’artista.

Della performance è parte integrante il tappeto sonoro creato ed eseguito dal vivo dal noto musicista Antonio Onorato con la sua breath guitar, in un intreccio multimediale di musica, arte visiva, parole e azione scenica che avvolge gli spettatori in una dimensione emozionale-onirica e supera gli steccati tra le diverse arti.

L’opera così realizzata farà parte di un itinerario che sarà infine “raccontato” attraverso un catalogo/video di una mostra itinerante dal titolo appunto “Le dimensioni dell’arte”.

Dal 24 settembre al 7 ottobre l’opera realizzata durante la performance rimarrà in Mostra insieme ad altre opere/oggetti di scena nel Ninfeo della Certosa.

“Le dimensioni dell’arte” rappresenta un work in progress che terminerà nella primavera del 2019 con la pubblicazione di un catalogo/video che sarà testimonianza delle varie tappe effettuate di questo format espositivo. Il concept prevede una serie di performances nelle quali le dimensioni dell’arte coincidono con le dimensioni dello spazio in cui l’artista agisce modificandolo, sia esso lo spazio limitato di una tela o quello della location che diventa a 360° palcoscenico dell’azione. E lo modifica non solo con l’opera estemporanea che realizza nei diversi spazi, ma anche grazie alla presenza delle altre sue opere/oggetti di scena che restano poi esposti nei giorni successivi come elementi che hanno fatto parte della performance avvenuta. Sono sempre stato un appassionato della pittura. Fin da bambino frequentavo i musei, leggevo libri di storia dell’arte, ho anche frequentato un corso di pittura molti anni fa anche se sono concettualmente un autodidatta. Comunque sono anni che dipingo anche se solo ultimamente ho deciso di esporre perché convinto dal parere molto positivo che alcuni esperti hanno espresso sulle mie opere. (Lucio Salzano)

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