Il divertente allestimento del regista Joan Font si affida alla simpatia e alla bravura di coro e figuranti speciali.

10293690_10153969129979035_1140139916630919511_oAllegra e colorata, “L’italiana in Algeri” di Gioachino Rossini nella versione di Joan Font ha concluso con successo la programmazione invernale dell’Opera di Firenze. Lo ha testimoniato il numeroso pubblico che, divertito, ha affollato le sei recite previste nonostante l’allestimento, coprodotto dal Maggio Musicale Fiorentino con il Teatro Real di Madrid, l’Opéra National di Bordeaux e la Houston Grand Opera, fosse già stato visto nel 2010. Segno evidente che uno spettacolo ben realizzato non annoia. Il merito va anzitutto ai numerosi ed esilaranti figuranti speciali e all’eccellente coro. Gli uni e gli altri, a cominciare dall’originale tigre di Alfonso Cayetano, hanno contribuito in maniera decisiva a portare in primo piano i caratteri dei personaggi, i nonsense del dramma giocoso e a vivacizzare una scena che rischiava di risultare statica. L’intera azione è stata infatti ambientata sulla riva dove all’inizio naufragano e alla fine salpano gli italiani e i cambi di ambientazione sono stati affidati all’attrezzeria mossa in gran parte proprio dai figuranti. Lodevoli poi le luci di Albert Faura, che hanno creato un alone fiabesco, nonché i variopinti costumi turcheschi di Joan Guillén, ripresi per l’occasione da Elena Cicorella. Si pensi, ad esempio, alla ‘divisa’ da Kaimakàn di Taddeo, raddoppiata da gigantesche braccia e gambe mobili che ben restituiscono la grottesca mediocrità del personaggio. Unica eccezione l’abito di Isabella nella scena V: dovrebbe essere seducente e invece è risultato piuttosto comico. Anche se l’idea di far svolgere la sua toeletta in controluce, mentre i tre spasimanti la spiano celati dietro altrettanti specchi, è tra le idee migliori della serata. Se una critica va fatta a Font è la dubbia interpretazione dell’amor patrio. L’insieme appare troppo caricaturale e in contrasto con la musica di Rossini che, unico momento dell’intera partitura, cambia di tono passando dal comico al serio.

Dal punto di vista musicale “L’italiana in Algeri” è un sorprendente capolavoro: in una solida architettura Rossini riesce a incastonare sia un’incredibile esuberanza creativa, che sembra quasi esplodere nei memorabili passi di confusione mentale e follia collettiva, sia il commovente lirismo di brani quali l’aria di Isabella “Per lui che adoro”. L’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino si è mossa bene tra le pieghe della partitura, nonostante la bacchetta di Bruno Campanella non sia riuscita a dare una lettura approfondita e analitica della musica. Oltre a un coro meritevole di ovazione, sono stati applauditi anche i cantanti che hanno dimostrato un notevole affiatamento.

Firenze – OPERA DI FIRENZE, 15 marzo 2016

Lorena Vallieri

L’ITALIANA IN ALGERI – Dramma giocoso per musica in due atti. Musica di Gioachino Rossini; Libretto di Angelo Anelli.

Direttore: Bruno Campanella; Regia: Joan Font; Scene e costumi: Joan Guillén ripresi da Elena Cicorella; Luci: Albert Faura; Coreografia: Xevi Dorca; Maestro del Coro: Lorenzo Fratini; Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino. Allestimento del Maggio Musicale Fiorentino in coproduzione con  Teatro Real di Madrid, Opéra National di Bordeaux, Houston Grand Opera.

Interpreti: Marianna Pizzolato, Pietro Spagnoli, Boyd Owen, Omar Montanari, Damiana Mizzi, Lamia Beuque, Sergio Vitale.

Figuranti speciali: Alfonso Cayetano, Elena Barsotti, Sabina Cesaroni, Myrian Company, Gaia Mazzeranghi, Jane Tayar, Elisa Traverso, Paolo Arcangeli, Jacopo Bardi, Fabrizio Casagrande, Lorenzo Cinotti, Cristiano Colangelo, Cosimo Fabrizzi, Gabriele Mattei, Pierangelo Preziosa, Silvio Zanoncelli.