Sol Picó per la seconda volta sulla scena di Fabbrica Europa 2016.

La coreografa e ballerina spagnola Sol Picó incontra per la seconda volta il pubblico della XXIII edizione di Fabbrica Europa. La Stazione Leopolda diventa un aeroporto; gli spettatori si trasformano in viaggiatori, in partenza per un viaggio esilarante.

Una crociera, un volo non privo di turbolenze; è così che Sol Picó ci presenta la sua carriera e, più in generale, la sua vita. Tra teatro e danza contemporanea, nell’alternanza tra scarpette con la punta di gesso rosse, tacchi vertiginosi e un’espressività che dice tutto, la danzatrice richiama con forza l’attenzione del pubblico. Una profonda ironia e simpatia, per sdrammatizzare ed esorcizzare le paure che ognuno ha. E non c’è paura più grande di quella di volare, di buttarsi a capofitto in un vuoto che non sapremo mai dove andrà a finire, a meno di essere disposti a correre il rischio di cadere a terra, e magari di farsi male. L’artista spagnola ha avuto un grande successo, idee molto buone, soddisfazioni, fama; ma a cosa è dovuto tutto ciò? Al coraggio di lanciarsi e al piacere di volare in alto, con il bisogno, talvolta, di tapparsi occhi e orecchie, facendo tesoro dei consigli ma anche decidere di non ascoltarli perché non c’è sbaglio più grande di fallire con gli occhi degli altri invece che con i propri. Un vero artista deve saper contemplare il fallimento, mai toccarlo, ma contemplarlo fino a soffrire. È quello che fa Sol Picó, invitando il pubblico a prendere parte, insieme a lei, a questo esperimento: «chi si sente un fallito?» pochi alzano la mano, ma forse tutti riflettono. Poi le risate ripartono, per un momento si dimentica le nostre piccole sventure quotidiane o le si deride, ma solo per lasciarle lì al loro posto, in un angolo del nostro cervello, come utili ammonimenti per affrontare la vita. Allora è vero che ciò che spaventa può fortificare o, meglio, esserci amico mentre voliamo verso la nostra meta che, si sa, non corrisponde all’arrivo ma al viaggio stesso.

Firenze – STAZIONE LEOPOLDA, 7 maggio 2016.

Benedetta Colasanti

 

ONE-HIT WONDERS – Direzione artistica: Sol Picó, Ernesto Collado; coreografia e danza: Sol Picó; scene e interprete: Joan Manrique; luci: Sylvia Kuchinow; costumi: Valeria Civil; assistente al movimento: Cristina Facco; fotografia: rojobarcelona; produzione management e distribuzione: Pia Mazuela; produzione e comunicazione: Nuria Aguiló; compagnia sostenuta da: Inaem, Gobierno de España / Ministerio de Educatión, Cultura y Deporte Generalitat de Catalunya Departament de Cultura / Icub, Ajuntament de Barcelona, Institut Ramon Llull.