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Ha 110.000 abiatanti, Giugliano in Campania, e neppure uno straccio di teatro. Tra i comuni non capoluogo, è il più grande d’Italia. Ed è destinato a crescere ancora, malgrado l’infausta collocazione in piena Terra dei Fuochi. E’ qui che Francesco Mennillo, giuglianese doc, ha scelto di ambientare il suo LibereVociFestival, giunto in buona salute al sesto anno, e condotto con piglio assieme al fratello Marco. Quanto sia faticoso portare a termine qualsivoglia progetto, in queste nostre lande (che il Sole 24 ore anche quest’anno ha castigato per bene, collocando la provincia di Napoli all’ultimo posto per la qualità della vita), è risaputo. A neppure trent’anni Mennillo si carica sulle spalle la sua piccola grande rassegna, offrendo vetrina a giovani artisti (ma anche qualche meno giovane) meritevoli e assai dotati. Mancando, come si diceva, di spazi consoni, la rassegna ha trovato anche quest’anno comodo asilo nel Quinto Circolo Didattico, e in due serate intense ed emotivamente forti si sono ascoltati buoni inediti e sorprendenti interpretazioni di cover. Per le canzoni nuove ha vinto Nadia Grace, di San Vitaliano, premiata anche dalla giuria giornalistica oltre che da quella tecnica, con la sua morbida, jazzata “Polvere”. Molto interessanti anche le proposte di Massimiliano Musella (“Vivo” pezzo maturo e vibrante) e di Saver, con l’impegnata “Libero da un’ora”. Nella serata delle cover (di livello molto alto) si aggiudica il primo posto l’ottimo performer arzanese Emanuele Sorrentino, 16 anni appena, alle prese con “All in love is fair” di Stewie Wonder. E momenti di vera emozione ci sono stati quando il giovane patron ha presentato, per la prima volta live, la sua “Malata di rancore”, un pezzo di sdegnata denuncia contro il morbo fatale che stringe alla gola le terre tra Napoli e Caserta, sommerse di veleni. Ottimamente coadiuvato dal fratello Marco (nella foto), su cui non è incauto scommettere alto per luminose strade, Francesco Mennillo si conferma come uno dei cantanti più dotati della sua generazione, ma anche un sensibile lettore del disagio sociale che ci circonda. Non è poco, in questi tempi bui.

                                                                                 Antonio Mocciola

Giugliano in Campania (NA), 3-12-2013