Un curioso piccolo musical dedicato all’eterno ragazzo Peter Pan, con due protagonisti d’esperienza, autorevoli nei rispettivi ruoli di Capitan Uncino (Pasquale Buonarota) e Peter Pan (un sempreverde Alessandro Pisci), con la presenza grintosa e la voce suadente di Wendy (Celeste Gugliandolo), a cui l’elaborazione drammaturgica ha soppresso i fratelli della stesura originale ma che da sola mette in riga tutti a cominciare dai sei bravi giovani attori che rivestono i doppi panni dei bimbi perduti e dei pirati. Purtroppo il cast resterà di nove interpreti soltanto in queste prime repliche, dal festival Giocateatro Torino (10 – 13 aprile 2019) il lavoro sarà presentato in una versione a tre attori, per favorirne la distribuzione nel mercato, povero, del teatro ragazzi. Peccato perché l’energia trasmessa da questa certo insolitamente numerosa compagnia, è preziosa. Lo spettacolo è frutto di una feconda ed eccezionale collaborazione tra un’importante realtà nazionale di settore come la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani di Torino e il Teatro Stabile di Genova – Teatro Nazionale. Un plauso quindi all’impegno di entrambi gli enti, che hanno dato vita a un’operazione originale e interessante. Però non tutto luccica. Suscita qualche perplessità la drammaturgia: il gioco delle didascalie recitate dopo qualche istante smette di sorprendere e rallenta lo scorrere di una storia che si pretende veloce, fuggevole, sul crinale della fantasia. Inoltre va da sé che per nutrire l’immaginazione è necessario lasciarla libera e non incasellarla in un’interpretazione data. Se spiego quello che farò limito la ricezione dello spettatore. 

E dispiace anche la presenza dei bambini sul palco in qualità di spettatori ravvicinati: nonostante gli interpreti affermino che, raccogliendo le testimonianze dei ragazzi, risulti per loro un’esperienza divertente e coinvolgente, osservarli sul palco seduti sui praticabili della scenografia a guardare da posizioni spesso sfavorevoli, non trasmette al pubblico in platea una bella sensazione. E’ invece bella e convincente la scelta del musical in cui tutto il cast si esprime felicemente, ed è bella e convincente la chiusa, sospesa, mancata. Lascia un retrogusto malinconico ma sapido, verosimile e aderente al portato del dramma e del romanzo (nacque per il teatro e fu poi trasformato dall’autore in libro di narrativa). Un inno all’immaginazione che potrebbe prendere il volo e infine un musical di razza, perché le canzoni restano abbarbicate alla memoria e si continua a canticchiarle nei giorni a venire.

Maura Sesia

PETER PAN

co-produzione Teatro Nazionale di Genova, Fondazione TRG Onlus

drammaturgia Giorgio Scaramuzzino, Pasquale Buonarota, Alessandro Pisci

regia Giorgio Scaramuzzino

con Pasquale Buonarota, Alessandro Pisci, Celeste Gugliandolo

e con Francesco Bovara, Simone Cammarata, Michele De Paola,

Davide Mazzella, Gianmarco Mancuso, Federico Pasquali

musiche Paolo Silvestri | scene e costumi Lorenza Gioberti | luci Aldo Mantovani

debutto nazionale 16 marzo Genova
visto a Torino 31 marzo 2019