Shakespeare, per il 400° anniversario dalla sua morte, è protagonista della rassegna estiva fiorentina.

Nel rendere omaggio al drammaturgo per eccellenza, la Fondazione Teatro della Toscana ricorda e rivive i drammi più celebri di Shakespeare, presentati per la rassegna dell’estate 2016 che si svolgerà tra Firenze e Scandicci, dall’8 giugno al 20 luglio.

1 LOW - Lear - Silvia Pasello _ ph. Roberto PalermoÈ la regia di Roberto Bacci che apre la serie di messinscene shakesperiane, con l’interessantissima rivisitazione del Re “Lear”, debuttato al Teatro Era di Pontedera lo scorso aprile; Bacci propone una profonda riflessione sull’inevitabile vecchiaia e sul senso della vita, interrogativi a cui l’uomo non può rispondere, se non precipitando nella tragedia. Silvia Pasello nei panni di Lear, un cast degno del titolo, scene e costumi suggestivi che, dal Teatro Era, arrivano al Teatro della Pergola. Sempre a Firenze, ma nel cortile del Museo Nazionale del Bargello, andrà in scena “Amleto”, di e con Gabriele Lavia, un dialogo interiore tra due facce della stessa medaglia, tanto legate quanto estranee, separate da una linea sottile come quella che divide l’essere dal non essere. Lavia affronterà anche “Otello”, prendendone i temi peculiari quali gelosia, condizionamento psichico, razzismo e ponendoli in relazione con i problemi della società in generale e dell’Italia di oggi in particolare; questa volta la performance avrà luogo al Castello dell’Acciaiolo di Scandicci: è qui che la rassegna si sposterà.

1 LOW - Romeo e Giulietta - gli allievi-attori in prova_ ph. Filippo ManziniNel medesimo luogo andranno in scena anche “Romeo e Giulietta” e “Amleto?”. Il primo, realizzato con gli allievi del Corso di Formazione per attori “Orazio Costa”, coordinati da Pier Paolo Pacini, è una messinscena in cui il pubblico può ripercorrere il percorso di studio dei giovani attori, dove le tecniche performative sono legate ad una curata riflessione sugli elementi del dramma di Shakespeare. Il secondo lavoro ripropone “Amleto”, focalizzandosi su punti diversi da quelli scelti da Lavia: la Compagnia Macelleria Ettore sceglie come protagonista lo spettro, presenza inquietante che spesso prende il sopravvento su di noi, anche se l’uomo tende ad ignorarle. Scandicci offre anche un secondo spazio al Teatro della Toscana: il Teatro Studio “Mila Pieralli” che ospiterà “Il Labirinto delle Emozioni”, a cura dell’Accademia dell’Uomo, punto di arrivo di uno studio sui personaggi shakesperiani; si tratta di un altro gruppo di formazione che mette in pratica il proprio cammino didattico usando l’emozione e l’espressività come chiave di lettura dell’opera del drammaturgo inglese. Al Teatro Studio andrà in scena anche “Il resto è silenzio!”, tratto da cinque opere diverse, assemblate e coordinate da Teatro Come Differenza. Cinque compagnie e sei registi, accomunati dalla pluriennale esperienza di lavoro con il teatro nella Salute Mentale, si confrontano ora su Shakespeare: Arbus porta il proprio contributo con “Otello”, interpretato come un punto di vista singolare sul mondo, che dovrebbe invece ricordarsi di fare i conti con una visione collettiva; Arte in Corso lavora sulla solitudine di “Re Lear” e sulle dinamiche della successione; EsTeatro rivisita la brama di potere di “Riccardo III”; Isole Comprese porta in scena il mondo interiore e tormentato di “Amleto”; infine, Sfumature in Atto sceglie “La Tempesta”, che apre e chiude l’intero spettacolo, una tormenta che distrugge, o meglio, conduce altrove quei drammi umani che ancora oggi, dopo quattrocento anni, sentiamo nostri.

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Benedetta Colasanti